Il pianista Nazzareno Carusi nel Catalogo dei viventi 2015

CELANO. Non è un’enciclopedia, ma le assomiglia. La principale differenza la si coglie nel sottile filo di ironia e nella peculiarità usata dall’autore della descrizione del personaggio in questione....
CELANO. Non è un’enciclopedia, ma le assomiglia. La principale differenza la si coglie nel sottile filo di ironia e nella peculiarità usata dall’autore della descrizione del personaggio in questione. Cifre stilistiche che Giorgio Dell’Arti – giornalista, scrittore e conduttore tv – utilizza con eccezionale disinvoltura. Si chiama “Catalogo dei viventi” ed è in via di realizzazione.
Un posto d’eccellenza nell’edizione 2015 viene riservata al pianista Nazzareno Carusi, marsicano di Celano, trapiantato a Ravenna per lavoro e per amore, non necessariamente in quest’ordine. Ecco i primi passi della pagina a lui dedicata: «Scrive su Libero e Panorama. Nel 2010 ha firmato un contratto artistico esclusivo con Mediaset. Ha partecipato a Zelig e Mattino Cinque. Nel 2013 ha tenuto la rubrica televisiva Note per TgCom24. Dal 7 maggio 2014 è responsabile nazionale per la Musica nel dipartimento Cultura di Forza Italia. «Un pianista eccellente e un musicista di altissimo valore», dice di lui Riccardo Muti.
Per Carusi è la legittimazione di una carriera scintillante sotto il profilo artistico e in controtendenza, ai limiti della provocazione, nella sua seconda attività di giornalista dalla penna scomoda, che non fa sconti. Carusi è diventato, su indicazione di Silvio Berlusconi in persona, il responsabile nazionale della musica di Forza Italia, anche in virtù di quel suo esprimere giudizi con coraggio e franchezza.
Nel Catalogo dei viventi 2015 scrive di lui Paolo Isotta, storico della musica e critico musicale: «Conosco di persona Nazzareno Carusi da meno di due anni ma è già diventato uno dei miei amici del cuore, amicus intimior intimo meo. Che sia un grande musicista e un grande pianista, lo sanno tutti. È un meraviglioso papà: poche persone ho visto trattare i bimbi colla delicatezza che ci mette lui, restando sempre autorevole. Non guasta che sia anche un ottimo cattolico. Conosce il latino e il greco benissimo. Ha una formazione storico-politica eccezionale; e da politico l’ho visto possedere tanto l’intuito quanto una capacità realistica che può apprezzare appieno solo chi conosca la natura degli abruzzesi quale egli è. E siccome possiede anche uno straordinario senso dell’umorismo, io se avessi una trattativa delicata da far svolgere l’affiderei a lui».
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