Il rapper Crytical a “Storie”: la musica è un’ossessione, canto la generazione “Z”

29 Novembre 2022

Il cantante di Montesilvano racconta il successo dopo “Amici” «Ho girato l’Italia in tour, il palco è ossigeno: lì mi sento accettato»

Ha 18 anni e l’ossessione per la musica. «Io ascolto sempre la musica e quando non l’ascolto, perché magari sono uscito con i miei amici, devo trovare sempre un pretesto per parlare dell’argomento musica e loro, dopo una, due, tre volte sono costretti a cedere. Oppure devo stare due ore in treno? Ecco, io scrivo canzoni». Così dice Francesco Paone, per tutti Crytical, il rapper di Montesilvano uscito dalla scuola di “Amici” di Maria De Filippi e proiettato sui palchi di tutta Italia. Crytical è un 18enne dai grandi numeri: 150mila follower su Instagram e il singolo “Le mie parole sono armi” è un successo da quasi un milione di visualizzazioni su Youtube. Un inno della generazione “z”, in bilico tra la malinconia e la ricerca di una felicità sempre più difficile da afferrare. Proprio ieri Crytical ha rilasciato una versione unplugged del nuovo pezzo, “L’Alba”, accolta tra i like degli ascoltatori. È proprio lui l’ospite di un’altra puntata di “Storie - Le Emozioni della Vita”, il programma di Rete8 in collaborazione con il Centro in onda questa sera alle ore 21 per la regia di Antonio D’Ottavio.
Dopo “Amici”, Crytical ha passato un’estate in tour: oltre trenta date, anche al fianco di Stash e The Kolors per aprire i loro concerti. «Vengo da Montesilvano e dai contest di freestyle, un ambiente ristretto. Quando, alla prima data con Stash a Monreale, in Sicilia, ho visto da dietro le quinte 5mila persone mi sono detto: è finita, qui non mi conosce nessuno. Poi, invece, ho visto la gente con i cartelloni e gli striscioni e quando ho cominciato a cantare le mie canzone e il pubblico ci cantava sopra, ho capito che i sacrifici che avevo fatto prima, le nottate passate a scrivere, il tempo impiegato ad allenarsi con il freestyle, sono stati importanti: ho capito che stare sul palco per me è ossigeno, quello è il mio posto nel mondo e lì mi sento accettato».
La musica è una costante fin dai primi ricordi di bambino: «Mia madre mi faceva la torta con scritto “Baby Fibra”, sono cresciuto con Fabri Fibra e Marracash». Poi i concorsi: «Mi accompagnava papà, il primo contest l’ho fatto ad Avezzano. Ho passato le selezioni, poi le semifinali e, alla fine quando ho vinto, ho visto mio padre scatenarsi e farmi saltare in aria insieme a dei perfetti sconosciuti. I miei genitori? Ascoltano sempre le mie canzoni e questo mi rende felice».
Un’immagine ricorrente nelle canzoni di Crytical è la panchina: «È il posto, vicino casa mia, in cui ho iniziato a scrivere e lo trascrivo spesso nelle mie canzoni. Quella panchina mi fa sentire parte di qualcosa. Quella panchina è un salvagente».
A breve il via al tour invernale e il primo disco. Intanto, l’ultimo singolo si chiama “L’alba” e racconta sacrifici e paure: «Ho scritto troppe canzoni ed ho fatto l’alba», dice il refrain. «Ad “Amici” avevo un quaderno che è diventato un libro: solo in quel periodo avrò scritto forse duecento o trecento canzoni». Un pezzo che parla della tristezza e della difficoltà di stare bene con se stessi: «Io ho bisogno di un’instabilità emotiva. Sono la causa del mio male e piango me stesso». Crytical si sente un difetto attaccato addosso: «Penso troppo, prima di fare qualcosa ci penso un sacco di volte ma non si può cambiare e non voglio cambiarlo». Un 18enne che si sente più grande di quello che è: «Mia madre mi dice sempre di stare più tranquillo. Quanti anni mi sento? Forse 45-50».