Il ritorno di Sconci con “L’Aquila Nuova Dieci anni dopo”

L’AQUILA. A dieci anni dal sisma che nell’Aprile 2009 sconvolse la città dell’Aquila, l’Abruzzo e l’Italia intera, torna in scena in versione aggiornata e più che mai attuale “L'Aquila Nuova - Dieci...
L’AQUILA. A dieci anni dal sisma che nell’Aprile 2009 sconvolse la città dell’Aquila, l’Abruzzo e l’Italia intera, torna in scena in versione aggiornata e più che mai attuale “L'Aquila Nuova - Dieci anni dopo”, lo spettacolo interamente scritto, diretto e interpretato da Massimo Sconci, giovane attore abruzzese protagonista di serie tv (Gomorra 3) e di tanto teatro civile, finalista nella sezione Teatro della Biennale MArteLive 2018.
Tre le repliche previste al Muspac - Museo Sperimentale d’Arte contemporanea dell’Aquila: il debutto domani, 29 marzo, quindi si prosegue sabato 30 a domenica 31, sempre alle ore 21. Po, il 5, 6 e 7 aprile e l’11 dello stesso mese lo spettacolo tornerà sui palchi di Roma, prima al TeatroSophia e poi al Teatro Garbatella.
Punto centrale dell’intero spettacolo è l'individuo. Un cittadino aquilano qualunque, che tenta, non senza grandi difficoltà, di relazionarsi con qualcosa di imprevedibile come il terremoto. La sua ironia, tenerezza e fragilità può avere come reazione una inevitabile depressione oppure una necessaria resistenza. Il risultato è una narrazione che vorrebbe essere lineare, ma che inevitabilmente si frammenta in più capitoli differenti.
Si legge nelle note di regia: «Il capoluogo d'Abruzzo, come l'intera regione, da troppo tempo, e soprattutto negli ultimi anni, sta vivendo una condizione di durissima crisi. Ma forse, su un palcoscenico, assieme al pubblico, c'è la possibilità di cominciare a immaginare una città diversa, migliore. Di certo non perfetta, ma sicuramente Nuova!»
In scena un attore con una sedia e senza microfono, due paia di occhiali, un orsacchiotto di peluche e una valigia, per un allestimento scarno ed essenziale.
Cornice di un racconto evocativo fatto di tante piccole storie, del passato, del presente e del futuro della città. Racconti vissuti oppure mai accaduti, intrecciati attorno all'abilità evocativa del narratore.
«Ho scelto personalmente lo stile del teatro di narrazione che, assieme al corpo, all’energia e alla voce del protagonista, è per me il miglior elemento rappresentativo per esprimere ciò che desidero raccontare», fa osservare ancora Sconci. «In tutto il suo minimalismo il Teatro è la forma di comunicazione più adeguata per trasmettere al pubblico le ironiche emozioni di un’esperienza vissuta in prima persona. Per la mia città, dove sono nato e cresciuto, spero possa trasmettere un nuovo modo di vivere e raccontare il passato e il presente, con l’intento di ricostruire una memoria collettiva attorno alla quale recuperare il concetto e la forza di una comunità».
Ingresso 8 euro. per info e prenotazioni: 3405544632, 349 6365670.
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