“Il tempo nel corpo”, vie dell’inconscio

13 Ottobre 2021

L’autore, l’analista reichiano Ferri, parlerà del suo nuovo saggio venerdì a Pescara

PESCARA. Ci si accosta sempre con attenzione a un nuovo libro del professor Genovino Ferri, psichiatra e analista reichiano, direttore della Scuola Italiana di Analisi Reichiana, membro della New York Academy of Science, nonché ex responsabile di Psichiatria ad Atri e di Psicoterapia a Teramo; specialmente quando il tema è alto come il titolo recita: “Il tempo nel corpo – Attivazioni corporee in Psicoterapia2 (Alpes 2020, p. 238, € 22, per la collana CorporalMente diretta dall’autore stesso, e prefazione di Maria de Melo); cioè, volendo provare ad offrire delle semplificazioni del tema del libro, come il tempo, coi suoi lasciti indagati da ottica reichiana, si sedimenta nel corpo, generando progressive interazioni sino al suo cessare, con la morte, “costruendo” un opus perfectum e irripetibile in ogni essere umano.
È un tema da far tremare i polsi. Ma il libro, pur nel tecnicismo di un linguaggio dedicato, è chiaro nella cifra comunicativa che ha sempre contraddistinto la produzione scrittoria di Ferri e non si rivolge solo a specialisti della materia (di “fede” reichiana e non), bensì al pubblico più vasto, il quale viene introdotto nell’officina dell’indagatore/analista/scrittore. “Il tempo nel corpo” esplicita subito il suo iter: come andare “a ritroso nel tempo del corpo” quale si affaccia nelle sedute di analisi o “setting” da più luoghi dell’inconscio, da più relazioni nella storia della persona, con connotazioni mutevoli, non ordinate ma soprattutto non pre-ordinate, nude dunque nel loro offrirsi alla captazione e valutazione dell’analista. Parla dunque il corpo del tempo? Sì. E con quale voce parla? Con la polifonia – spiega Ferri -– «di attivazioni psicocorporee, di movimenti corporei neuroscientificamente stratificati nel tempo delle fasi evolutive, comuni a tutti gli individui; e agiti», cioè rivelati, «proprio sui luoghi corporei relazionali dalla persona nel setting». L’autore rintraccia, segue e scandaglia il tempo nel corpo, nei luoghi periferici ov’esso “sta” non immobile, non inattivo, ma fecondo di interrelazioni progressive. “Il tempo nel corpo” è dunque un’attenta linea guida, indicata per accedere all’inconscio corporeo illuminando i materiali occupanti i vari “cassetti” o “appartamenti” in senso etimologico, dell’edificio della nostra personalità (ai quali è dedicata la bella immagine di copertina), abitati fin dalla vita dentro l’utero. Sul Tempo nel corpo il professor Ferri dialogherà col pubblico venerdi’ 15 ottobre alle ore 16, a Pescara, nella sala consiliare del Comune in piazza Italia.