Il teramano Gianni Chiarini autore della fotografia di The Cage – Nella gabbia

Il cineasta ispirato dal concittadino Di Venanzo e allievo di Rotunno illumina il crudo film tra sport e azione con Solarino e l’ex pugile Oliva
TERAMO. Le luci dell’abruzzese Gianni Chiarini illuminano il film di Massimiliano Zanin “The Cage – Nella gabbia”, presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma ad Alice nella Città, sezione Panorama Italia. Proiezione alle 21.30 nell’auditorium della Conciliazione. Interpretato da Aurora Giovinazzo, Valeria Solarino, Fabrizio Ferracane, Brando Pacitto, Desirée Popper, “The Cage” è uno sport-action movie al femminile, ambientato nel mondo dell’Mma (Mixed Martial Arts), disciplina nata dalla combinazione di più arti marziali.
Nel cast il campione di Mma Alessio Sakara e il campione olimpico e mondiale di boxe Patrizio Oliva. Protagonista è Giulia (Giovinazzo), promessa Mma che ha abbandonato gli incontri dopo un tragico incidente nella gabbia da combattimento. Ora la ragazza lavora in un piccolo zoo a conduzione familiare col fidanzato Alessandro (Pacitto), frequentatore di una comunità religiosa guidata da padre Agostino (Ferracane). Tormentata dal desiderio di tornare nella gabbia, Giulia pone a rischio la relazione con Alessandro e il loro futuro insieme.
A darle forza nelle scelte che è chiamata a fare la nuova allenatrice Serena (Solarino); al suo fianco pure l’allenatore in seconda Salvo, interpretato dall’ex pugile Patrizio Oliva. La temperatura emotiva del film è data dalla fotografia del cineasta teramano Gianni Chiarini, allievo nel Centro sperimentale di cinematografia di Roma del maestro Giuseppe Rotunno. «Il suo più grande insegnamento: “Non metterti mai sotto i riflettori, sii te stesso ma racconta la storia e le sue emozioni, la luce non la devi sentire ma devi sentire un sentimento e raccontarlo”», dice Chiarini, che decise a 17 anni di fare questo mestiere dopo aver scoperto Gianni Di Venanzo, firma teramana della luce.
Attualmente Chiarini opera come direttore della fotografia in varie produzioni internazionali, tra cui la stagione 4 di “L’amica geniale”, diretta da Saverio Costanzo dai romanzi di Elena Ferrante. Chiarini era nella seconda unità di Vladan Radovic, anche lui allievo di Rotunno. Le riprese sono terminate un mese fa ed è iniziata la post produzione, con arrivo del prodotto sul piccolo schermo nell’autunno 2024.
«Sono partito da una differenziazione cromatica», spiega a proposito delle scelte luministiche per “The Cage”, «tra il mondo della protagonista, quello che lei sente proprio, cioè la gabbia dei combattimenti e la palestra, e il mondo esterno. Nel primo caso ho virato il colore su un tono caldo, ambrato, che richiama un’alba e simboleggia la rinascita della ragazza. È differente anche il linguaggio della macchina da presa. Con un azzardo concordato col regista ho proposto di raccontare tutto con una macchina a mano per sottolineare quanto Giulia nel suo ambiente si muova a suo agio e velocemente. Non c’è luce naturale, ci sono antri chiusi che sembrano un bozzolo protettivo, e anche i combattimenti sono differenziati cromaticamente a seconda dello stato d’animo della protagonista. Invece il mondo esterno – la casa, il piccolo zoo, la chiesa – è raccontato con macchine fisse, l’inquadratura è molto statica, non ci sono orizzonti aperti ma mondi in cui Giulia si sente limitata, oppressa. Nella chiesa non vedi un colore caldo ma freddo, a sottolineare l’assenza di amore ed empatia. Invece nei combattimenti c’è una luce spettacolare. E nella palestra, dove lei si sente a casa, ho scelto una luce che renda credibile l’ambiente ma crei anche una sensazione di calore».
Il lavoro sul set è stato semplice, spiega il cineasta abruzzese, perché le scelte erano state discusse prima: «C’è stato un lavoro di confronto col regista. Alla fine sul set sono state fatte solo piccole correzioni perché l’idea era già chiara prima di girare».