Il Torino Film Festival premia Battiston e Fresi

AI due attori italiani la corona degli interpreti maschili, “A white white day” è la migliore pellicola
TORINO. “A white white day” del regista islandese Hlynur Pálmason vince il premio per il miglior film alla trentasettesima edizione del Tff (Torino Film Festival). Doppia scelta per la migliore attrice che va a Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina per “Dylda/Beanpole” di Kantemir Balagov (Russia), così come per il miglior attore, assegnato a Giuseppe Battiston e Stefano Fresi per “Il grande passo” di Antonio Padovan. Migliore sceneggiatura a “Wet Season” di Anthony Chen, mentre “Ms. White Light” di Paul Shoulberg (Usa) si è aggiudicato il Premio del pubblico. I premi - decisi dalla giuria, presieduta da Cristina Comencini e composta da Fabienne Babe, Bruce McDonald, Eran Riklis, Teona Strugar Mitevska - sono stati annunciati, ieri, al Cinema Reposi. Madrina della serata è stata Carolina Crescentini.
«È stata un'edizione vitale, bella. Sono molto soddisfatta di come è andata anche la retrospettiva Horror Classic che era un pò una scommessa. Sono contenta della presenza di Barbara Steele e di Verdone che ha fatto il pieno di selfie con il pubblico e nelle sale. E sono contenta di avere proposto la personale completa di Teona Strugar Mitevska, che ha vinto tre giorni fa il Premio Lux del Parlamento europeo», ha commentato Emanuela Martini, direttrice del Tff.
“A white white day”, secondo lungometraggio di Palmason, ha già vinto al Nordic Film Days a Lubecca ed è stato premiato alla Settimana della critica a Cannes. Era uno dei film favoriti al Tff, dove ha vinto anche il Premio Avanti!, che consiste nella distribuzione dell'opera nelle rete dei cineforum e cineclub italiani. È ambientato in un nebbioso paesino dell'Islanda, dove Ingimundur (Ingvar Sigurdsson), poliziotto, ha perso la moglie da poco, ristruttura una casa di famiglia in mezzo al nulla e si prende cura della nipotina Salka. Tutto ruota intorno a questi elementi. È un film spietato ma anche leggero, in cui si alternano momenti cupi, pieni d'inquietudine e di sofferenza, e situazioni di surreale comicità.
Il Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è stato assegnato a “Le reve de noura” di Hinde Boujemaa. Miglior cortometraggio “Spera Teresa” di Damiano Giacomelli con Premio Speciale della giuria a “La buca” di Dario Fedele. Il Premio Fipresci (Premio della Federazione internazionale della stampa cinematografica) per il miglior film è andato a “Le Reve de Noura”.
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