Il ventaglio creato da d’Annunzio in un incontro a Poggio Spoltino

TERAMO. «Che delizioso profumo il Giacinto innamorato di Gi.vi.emme». La frase, di Gabriele d'Annunzio, è scritta sul ventaglio pubblicitario, anch'esso ideato dal Vate, che negli anni Venti...
TERAMO. «Che delizioso profumo il Giacinto innamorato di Gi.vi.emme». La frase, di Gabriele d'Annunzio, è scritta sul ventaglio pubblicitario, anch'esso ideato dal Vate, che negli anni Venti accompagnò il lancio di un profumo prodotto dall'azienda di Giuseppe Visconti di Modrone, chiamata con le sue iniziali, Gi.vi.emme appunto.
Di questa rarità e di altro si parlerà oggi pomeriggio a Poggio Spoltino, nell'incontro con l'architetto e collezionista Gino Boccabella. La conferenza, dal titolo "Il ventaglio, da Napoleone III a oggi", conclude il trittico di incontri sulla storia del ventaglio tenuti da Boccabella e ospitati dall'associazione Poggio Spoltino Cultura. L'appuntamento è alle ore 18.30, nell'antica canonica restaurata di Poggio Spoltino (contrada Selva Alta di Mosciano, Teramo). Con il collezionista interviene la presidente dell'associazione, Barbara Savini.
Accessorio di moda per signore tornato in voga nelle ultime torride estati, il ventaglio racconta anche il costume delle varie epoche, come sottolinea Gino Boccabella, che in questo terzo e ultimo incontro abbraccerà l'arco temporale che va dalla Belle Époque fino ai giorni nostri. «Il ventaglio ideato da Gabriele d'Annunzio è una rarità che molti dannunzisti non conoscono» spiega il collezionista, che nella sua raccolta vanta migliaia di pezzi, dal Seicento in poi. Il poeta era amico di Giuseppe Visconti di Modrone, padre di sette figli tra i quali il futuro regista Luchino, e genero dell'industriale farmaceutico Carlo Erba. Messosi in proprio con la Gi.vi.emme, lanciò altre essenze, tra cui quella che colpì d'Annunzio. «Il nome del profumo, Giacinto innamorato, fu deciso dal poeta dopo averne annusato la fragranza», spiega Gino Boccabella . (afu)
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