Il volo visionario di Murer nell’oltremondo dantesco

TERAMO. Arte che nasce dall’arte. La mano di Franco Murer dà forma e figure alle visioni dantesche nella bella e ispirata mostra “La viva speranza nel Paradiso di Dante”, in corso a Teramo nella sala...
TERAMO. Arte che nasce dall’arte. La mano di Franco Murer dà forma e figure alle visioni dantesche nella bella e ispirata mostra “La viva speranza nel Paradiso di Dante”, in corso a Teramo nella sala espositiva comunale. Poesia e pittura si sposano in questo ciclo pittorico, che conferma il legame del 70enne maestro veneto col tema del sacro. L’esposizione, da non perdere, soprattutto per le scuole, è organizzata dalla Casa della cultura “Carlo Levi” e dal suo fondatore, il gallerista Pasquale Limoncelli, che a 91 anni (compiuti il 5 gennaio) continua a essere infaticabile agitatore culturale.
Il Comune di Teramo patrocina la mostra del quotato artista bellunese, che resterà allestita nello spazio di via Palma fino a sabato 28 gennaio, tutti i giorni, nell’orario 10-12.30 e 16-19.30, con ingresso libero. Ad accompagnare “La viva speranza nel Paradiso di Dante” un prezioso catalogo comprendente anche altre opere del maestro di Falcade oltre a quelle esposte, ma sempre sul tema della terza Cantica della Commedia, con l’ampia riflessione del cardinale Giovanni Lajolo “La parola e l’immagine”. Sono ben 82 i dipinti di Franco Murer ispirati al Paradiso, ma nelle due sale ha trovato spazio solo una cinquantina di esse, di cui 33 corrispondono ai Canti.
Qualcuno riporta terzine dantesche. Si tratta di opere realizzate su carta o cartone a tecnica mista, tempera, china, matita, pastelli, acquarello, olio, a dimostrazione della maestria e versatilità tecnica di Murer, associata a una profonda ispirazione e spiritualità. Al centro della prima sala, in mezzo ai dipinti dei primi 15 Canti della terza Cantica (montati su poveri passepartout di juta) e di fronte a un finissimo busto bronzeo di donna, troneggia una monumentale “Allegoria del Paradiso” (olio su tela 250x195) affollata di personaggi, simboli e visioni, a cui fanno ala, a comporre un’installazione, quattro tondi raffiguranti angeli, un formato usato soprattutto dai grandi artisti del Rinascimento e in contesti pittorici allegorici. A conferma di come Franco Murer sia artista colto, che ha respirato arte da subito in famiglia, grazie all’imprinting paterno, il grande scultore e pittore, nonché partigiano, Augusto Murer (1922-85), dal quale ha presto appreso le tecniche e il gusto per la pittura e la scultura.
Nella seconda sala sono esposti i quadri dal XVI al XXXIII Canto (la Sacra Trinità), insieme ad altri 13 pezzi, sempre a tema. L’intero ciclo mostrato a Teramo è un viaggio visionario nell’oltremondo dantesco, che dà forma visiva ai versi dell’Alighieri con descrizioni mirabili, attingendo anche al mito, al sogno, alla rappresentazione ideale. Nelle immagini di Murer la bellissima eterea figura di Beatrice è un’anima quasi senza corpo mentre Dante nella sua veste rossa appare corporeo e mortale, «rapiti insieme verso la meta trascendente del Paradiso», come scrive Lajolo. Il cardinale rimarca anche nel suo saggio l’autonomia delle immagini di Murer che, nella loro potenza rappresentativa, ambiscono a rendere più vicini a noi i versi del Paradiso e «nascono certo con dipendenza dalla parola dantesca, ma anche si presentano ognuna con propria “personalità”». Il ciclo di Murer sul Paradiso segue quello sull’Inferno, presentato a Teramo nell’autunno 2021 sempre dalla Casa della cultura “Carlo Levi”.