In sala “Nessuno ci può giudicare” L’Italia al tempo dei musicarelli

11 Giugno 2017

ROMA . «Togliatti era un mio ammiratore. Una simpatia, la sua, che mi creò problemi per un viaggio negli Usa. Mi chiamarono all’ambasciata per il visto e mi chiesero se fossi comunista. Dovettero...

ROMA . «Togliatti era un mio ammiratore. Una simpatia, la sua, che mi creò problemi per un viaggio negli Usa. Mi chiamarono all’ambasciata per il visto e mi chiesero se fossi comunista. Dovettero intervenire i miei genitori, che votavano Dc, per chiarire tutto». Così Rita Pavone, una delle protagoniste di “Nessuno ci può giudicare” di Steve Della Casa e Chiara Ronchini, passato al Torino Film Festival e ora in sala con l’Istituto Luce, parla nel documentario che racconta di un fenomeno: i “musicarelli”. Ovvero film, realizzati spesso in sole due settimane, che nascevano intorno a una canzone di successo e avevano come protagonisti artisti pop del momento come Caterina Caselli, Celentano, Mina, Dallara e Morandi. Un fenomeno, dai titoli come “Una lacrima sul viso” o “Non son degno di te”, durato dal '58 al '67 e dalle uova d'oro dal punto di vista del box office: alcuni film incassarono ben due miliardi di lire e aiutarono a salvare produttori del calibro di Goffredo Lombardo della Titanus che si era rovinato con “Il gattopardo”.
Tra interviste a protagonisti di quell'epoca e brani di repertorio, il documentario ci porta fin dentro quell'Italia del secondo dopoguerra e del miracolo economico. Un Paese che iniziava lentamente a cambiare, influenzato dalla musica e dalla cultura anglosassone e dalla rivoluzione beat, anticipatrice del '68. «Quando sono venuto in Italia», dice Shel Shapiro, ex leader dei Rokes, «il vostro era un Paese che vestiva in bianco e nero. Noi abbiamo portato il colore». Tra interviste inedite, oltre che alla Pavone, a Caterina Caselli, Shapiro, Mal, Ricky Gianco, Gianni Pettenati, Piero Vivarelli e Massimo Scarafoni, e spezzoni di film, Della Casa ci porta fino a quel 1968 con l’avvento del cantautorato che spense, di botto, il successo di molti cantanti pop.