In tv su Netflix e nelle sale: dove vedere i film di Venezia

10 Settembre 2018

Il Leone d’oro Cuaron sulla piattaforma, ma anche nei cinema a dicembre Esercenti in rivolta: «Iniquo il marketing a favore del colosso dello streaming»

VENEZIA. Ogni anno la domanda fatidica di molti appassionati di cinema alla fine della Mostra di Venezia è: dove e quando sarà possibile vedere i film del programma.
Questione ancora più rilevante ora che sono stati “sdoganati”, anche con la vittoria di premi, i titoli di Netflix, al centro di una polemica rilanciata già ieri da associazioni di autori e esercenti come Anac e Fice e Acec, per il «danno» che farebbero al cinema in sala.
Fra questi il Leone d'oro Roma del messicano Alfonso Cuaron che sarà disponibile sulla piattaforma streaming, ma uscirà anche in alcune sale selezionate, a quanto si apprende, a dicembre. Potrebbero passare per brevi periodi nei cinema (negli Usa è già sicuro pensando agli Oscar, perché sono necessari almeno sette giorni di seguito di programmazione per qualificarsi) anche 22 July di Paul Greengrass, a ottobre, e The Ballad of Buster Scruggs dei fratelli Coen (premiati al Lido per la miglior sceneggiatura), a novembre.
Una strada già seguita, sempre restando sui titoli veneziani, con un altro film distribuito nel mondo dalla piattaforma, Sulla mia pelle, di Alessio Cremonini (in gara nella sezione Orizzonti), sulla vicenda di Stefano Cucchi, in uscita, nello stesso giorno, il 12 settembre in sala (con Lucky Red) e su Netflix.
Venendo agli italiani del concorso di Venezia 75, Suspiria di Luca Guadagnino dovrebbe uscire a novembre con Videa; Capri-Revolution di Mario Martone, vincitore di vari premi collaterali, dal Pasinetti al Lizzani, sarà in sala invece il 13 dicembre con 01. Uscirà prossimamente anche il documentario What You Gonna Do When the World's on Fire? di Roberto Minervini, con Cineteca di Bologna e Valmyn. Fra gli altri, dal concorso al Fuori concorso e alle sezioni parallele, uno dei primi titoli ad arrivare è La strategia dell’armadillo di Emanuele Scaringi (13 settembre con Fandango), adattamento della graphic novel di Zerocalcare.
Il 20 settembre esce la «commedia beffarda» Una storia senza nome di Roberto Andò, con Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann e Renato Carpentieri. Opera senza autore di Florian Henckel Von Donnersmarck debutterà il 4 ottobre, come A star is born di Bradley Cooper con Lady Gaga (Warner Bros) e Il bene mio di Pippo Mezzapesa (Altre Storie) che era alle Giornate degli autori.
Il film d'apertura della Mostra di quest'anno, Il primo uomo di Damien Chazelle, arriva il 31 ottobre (Universal). Sempre in autunno usciranno insieme con Kio Films il corto di Peter Marcias L’unica lezione, su una lezione tenuta all’università di Cagliari nel 2001 da Abbas Kiarostami, e Il teatro al lavoro di Massimiliano Pacifico sulla preparazione fino al debutto di “Elvira” messo in scena e interpretato da Toni Servillo. Uscita natalizia, il 20 dicembre, per la sua nuova prova da regista e protagonista di Valeria Bruni Tedeschi, I villeggianti. Peterloo di Mike Leigh è atteso nell'inverno 2019 con Academy Two. La favorita di Yorgos Lanthimos (Gran premio della giuria e Coppa Volpi per Olivia Colman) dovrebbe debuttare il 24 gennaio (20th Century Fox).
Il bilancio è nel segno di numeri positivi e di una parola tormentone: Netflix. E non poteva essere altrimenti, visto che il direttore artistico della 75ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, Alberto Barbera, e Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, sono stati allo stesso tempo testimoni e artefici di una piccola rivoluzione, quella di aver consegnato a Cuaron il primo Leone d'oro andato a un film prodotto dal colosso mondiale dello streaming, che per molti è il nemico delle sale.
Lo conferma la rivolta di associazioni di autori ed esercenti, convinti che sia «iniquo che il marchio della Biennale sia veicolo di marketing della piattaforma Netflix» e che il Leone d'oro dovrebbe essere «alla portata di tutti» e non solo degli abbonati alla piattaforma streaming «che con risorse ingenti sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale cinema italiane ed europee».
«Tutte le polemiche su questa vittoria sono effetto di una nostalgia che non si misura con la realtà di Netflix, la piattaforma più importante, ma che vede protagonista anche Amazon e sicuramente a breve altri soggetti. Sembra comunque che proprio Netflix stia per comprare una catena di sale negli Usa. Insomma il futuro sarà tra sale e questa realtà streaming», sottolinea Barbera nella conferenza stampa di bilancio di Venezia 75. «Difendere il passato oggi significa solo perdere opportunità». Una difesa del passato comunque non senza conseguenze, specie per il Festival di Cannes che potrebbe perdere, o aver già perso, il suo primato di festival internazionale per eccellenza (le due ultime edizioni al Lido sono forse superiori rispetto a quelle della Croisette) impedendo di mettere in concorso i film che non hanno uscita in sala. (f.p e f.g.)