«Io canto la vita Il terrorismo non ci chiuderà in casa»

24 Novembre 2015

Il Tortuga Tour sarà a Pescara il 3 dicembre «Non prendo precauzioni, non le prende il Papa...»

di Lalla D’Ignazio

PESCARA

Dritto per la sua strada – «quella che guarda solo alla vita» – Antonello Venditti ha inaugurato il suo Tortuga Tour all’Arena di Padova, dopo l'anticipo con il grande concerto andato in scena lo scorso 5 settembre allo Stadio Olimpico di Roma e i concerti siciliani al Teatro Antico di Taormina e al Teatro di Verdura di Palermo. L’ombra nera degli attentati che dopo Parigi ha allarmato artisti internazionali in tournèe in Europa – da Bob Dylan, che per le tre date di Milano ha scelto la scorta privata, a Madonna, che ha cantato al Pala Alpitour di Torino tra metal detector e cani antiesplosivo dopo essere stata in dubbio se annullare il suo Rebel Heart Tour, fino agli U2, che hanno cancellato il concerto in Francia, ai Foo Fighters e i Coldplay che hanno dato forfait come precauzione per sè e per il pubblico – non oscura il palco del cantautore romano, che negli stadi «e in tutti i luoghi della leggerezza e del divertimento che il terrorismo vuole colpire» raduna da decenni migliaia e migliaia di fan.

Dunque l’artista sarà giovedì 3 dicembre al Pala Giovanni Paolo II di Pescara, con un freschissimo Tortuga Tour, seguito all'album di inediti uscito ad aprile, “Tortuga” appunto, specchio sonoro nel quale Venditti si è riflesso e mostra, pur nella familiarità di uno stile riconoscibile, un Venditti mai sentito.

Dunque si ricomincia….

«Si inizia vorrà dire. In realtà il nuovo tour è appena cominciato. I tre straordinari concerti all’Olimpico, a Taormina e a Palermo sono stati anteprime. Ora è partito il tour “vero”: so che molti sono venuti a Roma, ma cercherò di fare meglio per chi non c’è stato e per chi torna, come sempre da anni».

Con che spirito sale sul palco e raduna tanta gente intorno alla musica dopo i fatti di Parigi?

«Preoccupazione, è normale. Il terrorismo colpisce i luoghi del nostro star bene, non a caso il calcio, la musica, i ristoranti... le nostre passioni. Vogliono interrompere le passioni. Questo è il loro tentativo, fare le nostre anime a pezzi, oltre che i nostri corpi, ma la musica è più forte anche del calcio, la musica è corale, più forte del tifo. La musica contiene due valori importanti: cantare insieme – tutti insieme – e unire le anime. Credo che non ci sia cosa migliore che radunarci per noi. Io non vedo l’ora, stare insieme intorno alla musica. Vediamo se ci riescono, a fermarci dico. Io non credo, la voglia di stare insieme è più forte della paura. Loro, i macellai, vogliono creare solitudine. L'amore insegna agli uomini di non lasciarsi mai, ad unire le solitudini. Loro ci vogliono a casa, noi vogliamo continuare ad amare, a vedere un futuro per noi, per i nostri figli. Io alla legge del terrore non ci sto»

Dylan canta con la scorta, Madonna tra i metal detector... Lei che precauzioni ha preso?

«No, nessuna precauzione. Non la prende il Papa, che è andato a spasso in piazza (sì era semivuota lo so...) con la sua macchinina, senza protezioni particolari, senza nulla, e vuole che la prenda io? In questi momenti tutto quello che si dice è sbagliato, di fronte alla follia siamo scioccati. Io ho vissuto gli anni ’70, con allarme bomba ad ogni concerto, tutti noi sappiamo che vuol dire vivere nel terrorismo, ma questo non ha impedito alla mia vita di esprimersi, è una condizione mentale. Non siamo immuni, tutta la nostra vita è un rischio, ma secondo me va vissuto anche questo rischio».

Roma, la “sua” Roma tanto cantata e oggi tanto malmessa, come la vede?

«Roma sta vivendo un periodo brutto. E ci mancava il terrorismo alle porte del Giubileo. Oggi tutto sembra più piccolo rispetto a venerdì 13 novembre, ma i problemi della Capitale sono veramente tanti. Ci vuole tempo, pazienza e impegno da parte di tutti, anche per l’arredo, la pulizia... Starà al superprefetto darci dei compiti, smatassare con fiducia, lavorare alacremente. Se hanno bisogno di me, io ci sono».

Che musica ascolta in questo periodo?

«Sarà una banalità, ma la mia. Sto provando ogni giorno e sono immerso nella mia musica, non ho tempo di capire quali sono le nuove uscite, anche perché escono dischi in continuazione. Sono concentrato su mie canzoni alle quali sto dando una nuova importanza. E mi sono accorto che ci sono tanti brani dedicati alla vita, penso a “Stella”, a “Peppino - Figlio dell’amore”, “L'amore insegna agli uomini”, “Che fantastica storia la vita”... Sì io canto la vita, questa è la mia strada da sempre, quale risposta migliore al terrore?»

Il suo è un ritorno a Pescara

«Sì sì, Pescara è una citta meravigliosa, che conosco bene anche perché ho fatto le prove di “Unica” a Montesilvano e ci sono stato un po’, facendomi degli amici, ho anche un mio punto di vista sull'Adriatico e ci tengo a fare bella figura».

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