L’appello di Mattarella: «Il cinema italiano è in crisi e va salvato»

3 Maggio 2022

Il Presidente ha incontrato gli attori e i cineasti candidati: «Ci sono momenti in cui bisogna affrontare sfide difficili»

ROMA. «La crisi della sala cinematografica da noi si presenta superiore rispetto a quella di altri Paesi europei, questo spinge a interventi e ad aver cura di questo patrimonio civile». Questo uno dei momenti chiave del discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ieri mattina al Quirinale, dove ha incontrato i candidati ai Premi David di Donatello 2022. Incontro avvenuto nello stesso giorno in cui il box office indica in modo impressionante la crisi della sala con la flessione del 48% sul fine settimana precedente.
«Ci sono momenti in cui si è chiamati ad affrontare sfide difficili», fa notare il Capo dello Stato. «Questo è uno di quei momenti. Il cinema di oggi e di domani avrà caratteristiche diverse, che voi dovrete ideare, progettare, costruire».
La cerimonia, condotta da Pilar Fogliati e trasmessa in diretta su Rai 1, è stata aperta da Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell'Accademia del cinema italiano-Premi David di Donatello, che ha definito la sala «lo snodo più importante della filiera cinema».
Dopo di lei è intervenuto il ministro della Cultura, Dario Franceschini che sul problema delle sale anticipa: «Stiamo lavorando, tra le varie cose, a un intervento normativo che stabilisca un sistema di “finestre” (il tempo stabilito tra l'uscita in sala e lo sfruttamento sulle piattaforme, ndr) che non valga soltanto per i film italiani, ma per tutti i film».
Durante la cerimonia sono stati ricordati i grandi artisti premiati col David che quest'anno ci hanno lasciato, da Monica Vitti a Piera Degli Esposti ,a Lina Wertmuller, oltre ai tanti cineasti che quest'anno - da Ugo Tognazzi a Vittorio Gassman - festeggiano il centenario della nascita.
Da un Presidente della Repubblica apparso rilassato e in gran forma arrivano poi i complimenti alle attrici Giovanna Ralli e Sabrina Ferilli: la prima ha ricevuto il David alla carriera, la seconda un David speciale. «Giovanna Ralli, in particolare per la mia generazione, è una leggenda con la sua eleganza e la sua maestria», ha detto Mattarella. «Sabrina Ferilli, un’immagine simpatica, trascinante, irresistibile nella sua bravura. Due attrici romane, che ora sono ufficialmente nella storia del David. Due premi meritatissimi». E ancora il presidente: «Il cinema mantiene perennemente presente il ricordo e non dimentica naturalmente di essere immerso nella società del suo tempo. La guerra scatenata nel cuore dell'Europa da un'aggressione inaccettabile scuote le nostre coscienze. Il cinema italiano oggi è protagonista nella solidarietà con artisti ucraini, da noi ospitati. La cultura non si ferma. Neppure di fronte alla guerra. La cultura unisce. Supera i confini, che sono limiti che essa non contempla, ed è fondamentale per ricreare condizioni di pace». Ad intervallare la lettura delle candidature ai premi, un'esecuzione di Rita Marcotulli con il suo quartetto jazz. Tra i brani musicali interpretati: Two on the road di Henry Mancini, Negro Zambon di Armando Trovajoli e un medley delle colonne sonore di Ennio Morricone, da C'era una volta in America a Metti una sera a cena.
Domani sera, per la 67a edizione dei David di Donatello, ci sarà la diretta tv su RaiUno a partire dalle 21.25, con Carlo Conti affiancato da Drusilla Foer a condurre la cerimonia da Cinecittà. In corsa ci sono 122 film per ventiquattro categorie. Tra le ventitre opere italiane con più nomination, in testa a pari merito si fronteggiano È stata la mano di Dio e Freaks out con sedici candidature; seguono Qui rido io con quattordici; Ariaferma e Diabolik con undici e, infine, A Chiara, Ennio e I fratelli De Filippo con sei a ciascuno.
Da segnalare anche la nomination del tecnico aquilano Alessandro Palmerini, candidato insieme alla squadra di lavoro nella categoria Miglior Suono per il lavoro fatto nel film di Mario Martone Qui rido io.