L’Arlecchino senza patria di Paolo Rossi sbarca al Circus
PESCARA. Uno spettacolo fatto di «monologhi, canzoni in divenire, fatti personali, ricordi, sogni, riflessioni sia sulla professione del comico oggi sia su quel che accade nel nostro Paese». Condito...
PESCARA. Uno spettacolo fatto di «monologhi, canzoni in divenire, fatti personali, ricordi, sogni, riflessioni sia sulla professione del comico oggi sia su quel che accade nel nostro Paese». Condito da «molta improvvisazione e interazione con il pubblico», che rendono ogni serata unica nel suo genere.
Questo e molto altro sarà l’Arlecchino di Paolo Rossi, di scena questa sera al teatro Circus di Pescara dalle 21, con repliche domani alle 17 e alle 21. L’ex “enfant terrible del teatro italiano” è il protagonista del terzo appuntamento della quarantanovesima Stagione teatrale della Società del Teatro e della Musica. «Voglio approfondire un mio modo di vedere e far conoscere il teatro popolare», spiega Rossi. «Sarà uno spettacolo del tipo in prova. Assieme a un paio di compagni d’avventura, saltimbanchi musicanti, cercheremo di immaginare insieme al pubblico come adattare a commedia dell’arte il nostro mestiere e anche parte del nostro repertorio. Come possiamo trovare nuove strade, dati i tempi in cui vivono i nostri teatri. Il canovaccio avrà un tormentone: ma se andassimo in una birreria di Amburgo, come potremmo adeguare Arlecchino a quel luogo per sbarcare il lunario? E se andassimo a Las Vegas? E così via. Alla fine sarà il pubblico che deciderà se dobbiamo rimanere o è meglio andare chissà dove». Lo spettacolo è liberamente ispirato all’“Arlecchino servitore di due padroni” allestito da Strehler al Piccolo di Milano nel 1947. Quello di Rossi è «un Arlecchino contemporaneo e un po’ nevrotico in cui convivono l’attore, il personaggio, la maschera (ma senza maschera) e la persona che lo interpreta». In scena ci saranno anche Emanuele Dell’Aquila alla chitarra e Alex Orciari al contrabbasso. Rosa Anna Buonomo
©RIPRODUZIONE RISERVATA