L’arte di Mauri e Fato apre Castelbasso

Oggi al via la manifestazione con l’inaugurazione delle due mostre che resteranno aperte fino al 2 settembre
CASTELBASSO. Artista, scrittore, drammaturgo, fondatore di riviste, protagonista tra i più significativi dell'avanguardia italiana del secondo dopoguerra. Fabio Mauri (1926-2009) e le sue opere del formidabile decennio 1968-1978 sono al centro di Castelbasso 2018, cartellone allestito dalla Fondazione Malvina Menegaz fino al 2 settembre nell'antico paese collinare teramano. Come nelle passate edizioni della rassegna castelbassese, l'arte contemporanea costituisce il nucleo portante, con la mostra di Matteo Fato oltre a quella di Mauri, ma ci sono anche libri, politica, enogastronomia, e musica, con i concerti di Sergio Cammariere (29 luglio), Chiara Civello (3 agosto), Paolo Di Sabatino e Orchestra sinfonica abruzzese (9 agosto), Danilo Rea (11 agosto) e “Il ’68: Pier Paolo Pasolini e improvvisazioni musicali” (12 agosto).
Il pezzo forte di questa edizione è dunque l'esposizione “Fabio Mauri 1968-1978”, curata da Laura Cherubini e ambientata a palazzo De Santis, che verrà inaugurata oggi per essere poi aperta al pubblico da domani, come l'altra mostra “Sarà presente l'artista - #0 Matteo Fato”, a cura di Simone Ciglia, che alle opere dell'artista abruzzese affianca a palazzo Clemente pezzi della collezione permanente della Fondazione presieduta da Osvaldo Menegaz. Apertura per entrambe le esposizioni dal martedì alla domenica nell'orario 19-24. (lunedì 13 agosto aperto). Fino al 2 settembre. Biglietto d'ingresso cumulativo per entrambe le mostre 8 euro.
Nelle sale di palazzo De Santis la curatrice Cherubini ha ordinato le opere di Fabio Mauri del decennio 1968-78 in un percorso esemplare della poetica dell’artista, alternando fotografie, installazioni, proiezioni, disegni. Della stagione dei movimenti e della contestazione inaugurata mezzo secolo fa, fertile di novità soprattutto in ambito creativo più che politico, l'artista romano è stato un attento protagonista e testimone, capace di tradurre in un linguaggio artistico nuovo la complessità politica, ideologica e sociale del momento storico. La mostra permetterà di cogliere la complessa ed eclettica creatività di Mauri, che si interessò anche di letteratura, teatro, cinema (i suoi Monocromi degli anni Cinquanta sono in fondo degli schermi), collaborando spesso con l'amico Pasolini, col quale fondò nel 1942 la rivista Il Setaccio. Altro foglio d'avanguardia fu Quindici, fondato proprio nel '68 con Eco, Arbasino, Balestrini e Sanguineti e altri importanti scrittori, intellettuali e critici. Alle opere di Mauri sono ispirati i laboratori didattici per bambini a cura di Marina De Carolis. A palazzo Clemente trova invece spazio Matteo Fato. La mostra “Sarà presente l’artista” è nata dallo spunto colto da Fato in un antico ritratto di un astronomo, presente nella collezione della Fondazione Menegaz, per costruire una riflessione sul modo di osservare e percepire la realtà. Da qui si snoda il percorso espositivo curato da Ciglia, che comprende opere di autori dal secondo Ottocento al Novecento, fra i quali Boille, Festa, Michetti, Spalletti, Turcato, in dialogo e con le opere di Fato.
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