L’arte di Spoltore in mostra a Guardiagrele

I quadri della collezione comunale del pittore abruzzese saranno esposti nella città materna domani, il 23 e il 24 marzo
GUARDIAGRELE. «Le opere di Federico Spoltore escono finalmente dai depositi e vengono messe in mostra per la prima volta». Non nasconde l’emozione il sindaco di Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, nell’annunciare la presentazione al pubblico della collezione di proprietà del Comune di Guardiagrele acquistata negli anni scorsi ai tempi dell’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Mario Palmerio. La mostra sarà allestita nelle sale del Palazzo Vitacolonna della società Sims srl di Nicolino Santoleri. L’inaugurazione, a 31 anni dalla morte dell’artista, è prevista per le 11 di domani. L’esposizione continuerà nel pomeriggio e, quindi, nei giorni di sabato 23 e domenica 24 marzo in occasione delle giornate di primavera del Fai alle quali il Comune ha aderito.
«Non abbiamo ancora definitivamente allestito lo spazio per la tanto attesa pinacoteca», aggiunge il sindaco Dal Pozzo, «ma l’obiettivo è di chiudere anche questa operazione entro l’anno. Intanto ci godiamo un’esposizione unica nella quale trovano spazio soprattutto le opere dell’ultima fase della produzione artistica di Federico Spoltore».
L’iniziativa è denominata “Arte Bene Comune”. «A, B e C sono le prime lettere dell’alfabeto e, per definizione, sono i rudimenti di una disciplina. Nel nostro caso», riprende Dal Pozzo, «sono le basi, gli elementi costitutivi di una comunità che si ritrova, grazie al patrimonio d’arte che le appartiene e dal quale può e deve trarre continuamente insegnamenti e indicazioni»
Il rapporto di Federico Spoltore con Guardiagrele è frutto di un legame particolare: Guardiagrele è la città materna, in ogni senso, ed è Guardiagrele che l’artista ha scelto per la sua sepoltura. Si tratta, evidentemente, del grembo, che continuamente lo ha generato e ispirato. Accanto a “Impressione nel bosco” del 1955 e “Porta San Giacomo” del 1919, sono le opere dell’ultima fase della produzione di Spoltore a rendere la collezione interessante. Esse sono espressione di quel “centroemotivismo” che forse proprio a Guardiagrele, negli anni che accompagnavano la madre, Annita Gattone, nell’ultimo tratto della sua vita, ha preso corpo e che è stato teorizzato nello scritto “Il centroemotivismo nella pittura” che porta la firma del fratello Enzo.
Le opere della collezione di Spoltore di proprietà del Comune sono anche “Il poema dell'amore” e “Stornello campagnolo” del 1960, “Sinfonia mattinale” e “Suggestività” del 1962, “Mistero degli elementi” del 1963, “Dinamica di vita” del 1966, “Mondo della tragedia” del 1970 e “Lavoro artigiano” del 1973.
Prosegue, in questo modo, il programma di recupero del patrimonio culturale della città e soprattutto - precisa il sindaco - prende corpo l’idea di far sì che la città acquisti consapevolezza della sua grandezza attraverso la conoscenza di opere che per troppo tempo sono state nascoste o, peggio, che non sono state mai viste.
Dopo l’Antiquarium comunale e dopo la consegna al Museo del Duomo dei pezzi di oreficeria di proprietà del Comune, tocca adesso alle opere pittoriche. «A questa piccola ma significativa iniziativa», spiega Dal Pozzo, «si aggiungeranno presto quelle legate al maestro Francesco Di Lauro, ad alcune opere poco conosciute di Cascella e, quindi, ad altri dipinti di proprietà del Comune provenienti dalle chiese della città. Perché questo progetto sia possibile è necessaria la collaborazione di tutti gli esperti della cultura della città che potranno dirsi a pieno titolo co-protagonisti di una primavera della cultura a Guardiagrele».
©RIPRODUZIONE RISERVATA