L’avventurosa storia dell’Aquila e di Pescara

22 Dicembre 2018

Parole e immagini in due volumi della Typimedia a cura di Giustino Parisse con Elisa Piccirilli e di Paolo Smoglica

PESCARA. “La Storia de L’Aquila. Dalla preistoria ai giorni nostri” e “La Storia di Pescara. Dalla preistoria ai giorni nostri” sono i titoli di due libri che fanno parte della collana CommunityBook della Typimedia Editore che escono, in questi giorni, in edicola e nelle librerie. Il primo volume è a cura del giornalista del Centro, Giustino Parisse, e di Elisa Piccirilli. Il secondo è a cura di Paolo Smoglica, giornalista pescarese ed ex firma del Centro. Ciascuno dei due libri costa 13,90 euro.
«“La Storia de L’Aquila. Dalla preistoria ai giorni nostri”», si legge nelle note di presentazione del libro, «è un volume che racconta il passato di un città forte e tormentata. La sua storia comincia nella conca aquilana, un milione e 300mila anni fa. Qui si muove il gigantesco mammut di cui gli abruzzesi conoscono bene un esemplare ribattezzato Pietro, il cui scheletro ha trovato nella fortezza cinquecentesca della città. Imponente è poi la figura del celebre guerriero di Capestrano, la gigantesca statua ritrovata grazie allo scavo di un agricoltore. “La storia de L’Aquila” è un libro che ridà vita al passato e getta uno sguardo sul presente, fra le vie, le piazze e i simboli di una città attraversata da personaggi memorabili, come Fortebraccio, Raffaello, Margherita d’Austria. Fino al terremoto del 2009, una delle pagine più buie della città, ridotta in macerie e colpita anche dagli scandali. E infine, la rinascita e la ricostruzione, ancora una volta frutto di quel carattere tenace di cui i suoi abitanti hanno spesso dato prova nella storia. “La storia de L’Aquila” è un volume da leggere passeggiando, per trovare nei luoghi che si frequentano ogni giorno, i segni indelebili di un passato importante».
“La Storia di Pescara. Dalla preistoria ai giorni nostri”,spiegano le note di presentazione del volume, «è un’opera che smentisce questo luogo comune sulla città, mostrando i segni del suo ricco passato». Nel linro, proseguono le note, «si leggono le storie e le gesta epiche di personalità che hanno dato lustro alla città fin dalle epoche passate. La leggenda di San Cetteo, il vescovo colto e benvoluto da tutti, ucciso per volere del capo longobardo Umblone, e poi divenuto martire; o quella di Muzio Attendolo detto “lo Sforza”, che nel fiume Pescara perde la vita e che dà origine alla dinastia degli Sforza. Ma l’elenco dei personaggi che rendono grande la città non si ferma qui. Non si possono non citare Gabriele d’Annunzio, il poeta a cui la città si lega a doppio filo, Amedeo Pomilio, e la sua innovativa fabbrica Aurum, Edoardo Tiboni, precursore nella comunicazione e grande promotore della cultura in città, e poi i grandi dello sport, dimenticati e non, come Juan Manuel Fangio, il pilota italo-argentino capace di gesta epiche, Mario Pizziolo, il mediano della Fiorentina che pur di salvare la nazionale resta in campo dopo un tragico infortunio, e poi Galeone e Zeman, che fanno sognare con due diverse formazioni del Pescara, l’ultimo dei quali con Insigne, Immobile e Verratti, nella cavalcata dalla serie B alla serie A. La città soffre durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti distruggono Pescara e uccidono molti dei suoi abitanti. Ma in mezzo all’orrore delle bombe, ci sono anche le storie luminose di Tito Acerbo, decorato con tre medaglie al valore militare e ucciso il 16 giugno del 1918, e di Mario Fioresi alla guida di un gruppo di partigiani, fucilati dai nazisti l’11 febbraio del 1944».
«Il libro», concludono le note, «è una passeggiata fra le chiese più celebri, le vie dove si respira la vertigine del boom economico, i luoghi dove il passato riemerge in modo chiaro e quelli dove si nasconde».
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