“L’ignorante non parla” la sfida in versi di Clissa poetessa pescarese

9 Aprile 2021

PESCARA. “L’ignorante non parla” è un titolo che incuriosisce e di cui subito si coglie la valenza di inno alla parola e al dialogo, nel suo vertice rappresentato dalla poesia. Così ha intitolato la...

PESCARA. “L’ignorante non parla” è un titolo che incuriosisce e di cui subito si coglie la valenza di inno alla parola e al dialogo, nel suo vertice rappresentato dalla poesia. Così ha intitolato la sua raccolta (LFA Publishers, p. 91, € 13) di 88 componimenti poetici Rosetta Clissa, autrice di Pescara la cui versatilità ha modo di esprimersi anche sul versante scenico e di proposizione in genere di iniziative di arte, che la vede da sempre attiva.
“L’ignorante non parla” è anche titolo di sfida ad aprirsi agli altri, a comunicare loro la propria interiorità, pur segnata da cicatrici quali l’esperienza di vita lascia su chiunque (“Bisogna metterli in conto/ Quei nodi alla gola improvvisi/ Quando sembri senza pensiero” che “Sono come cazzotti allo stomaco/ Violenti/ Fanno tremare le labbra”); un invito dunque a non chiudersi in se stessi, ma a riconoscersi partecipi di una condizione umana che a tutti impone la lotta: “Siamo in volo/ Come stormi indaffarati/ A cercare un posto/ Sui fili dell’alta tensione/ Ognuno/ Con la sua nota/ Da cantare/ Siamo gazzelle/ Che aspettano la pioggia/ Per dissetarsi/ Dopo le arsure/Di un cielo avaro/ Siamo leoni/ Che corrono/ Verso prede/ A volte irraggiungibili/ Siamo uomini/ Anime affamate/ Che aspettano/ L’Eterno”. Questa lotta ha momenti di tregua in cui lasciarsi rapire dallo splendore della contemplazione della natura, del sentirsi parte di una universale armonia che, al pari della lotta, costituisce parte della poetica di Clissa. “Non smettere mai/ In questo dono di nome vita/ Di rincorrere/ I tuoi arcobaleni”. Bisogna fare il vuoto dentro di sé per cercare l’armonia: “Cercala la solitudine/Ti farà sentire/Il mare che parla/Il vento che ride/Le foglie che applaudono/ Abbracciala la solitudine/ Come fa l’edera con l’albero/ Le nuvole con il sole/ Il bambino con la madre/Amala la solitudine/Nel silenzio/Si incarneranno in te/Le essenze del Creato/Vivila la solitudine/Quando tu e lei/Avrete assaporato/Il firmamento in ogni cosa/E quando avrai finito di viverla/Tu sarai ogni cosa”. La fusione con l’universo anima la poesia di Rosetta come sollevazione dell’essere umano da un condizionante orizzonte terreno di cui, nel momento stesso in cui ne è preda, egli sa già intravvedere il superamento.