L’omaggio del mondo del teatro a Paolo Poli

ROMA. «La scomparsa di Paolo Poli è un grande lutto per il teatro italiano. Con lui se ne va un artista eclettico e sperimentatore che ha brillato nel teatro, nel cinema e nella musica. Nei suoi...
ROMA. «La scomparsa di Paolo Poli è un grande lutto per il teatro italiano. Con lui se ne va un artista eclettico e sperimentatore che ha brillato nel teatro, nel cinema e nella musica. Nei suoi spettacoli ha sempre saputo conquistare il pubblico con la sua pungente ironia, la sua vivacità e la capacità di interpretare molti personaggi in modo innovativo e nel rispetto della tradizione del grande teatro classico. Un pensiero affettuoso alla sorella Lucia e a tutta la famiglia». Così il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha ricordato, ieri, il grande attore fiorentino scomparso, venerdì a Roma, all’età di 87 anni. Al cordoglio si è unito, tra gli altri, anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che sulla sua pagina facebook ha scritto: «Paolo Poli è stato un simbolo di Firenze e un grande della cultura italiana. Ci mancherà».
Si è conclusa, intanto, ieri a Roma la camera ardente per Poli. Mattatore brillante e provocatorio, uomo libero e generoso intellettuale, che rimarrà nella memoria per il suo amore per Palazzeschi, la celebre interpretazione di Pinocchio, ma anche il teatro en travesti e gli sceneggiati televisivi, a dare l'ultimo saluto a Poli, ieri, c'era la sua famiglia, con la sorella Lucia, anche lei attrice, e suo figlio, il musicista Andrea Ferri. Una camera ardente intima, con bara aperta, all'Ospedale Fatebenefratelli della capitale, alla quale hanno partecipato anche due amici e colleghi di una vita, come Milena Vukotic e Marco Messeri (scoperto proprio da Poli negli anni '60), che con lui realizzarono uno storico “I tre moschettieri” per la Rai. E poi il vice direttore di Rai3, Stefano Coletta, e il regista Pino Strabioli, attore, regista, direttore della stagione di prosa del Teatro di Atri, compagno di diverse avventure professionali di Poli, da “I viaggi di Gulliver” al ritorno in televisione, lo scorso anno, con “E lasciatemi divertire adesso”, fino all'autobiografia «Sempre fiori, mai un fioraio”. Dopo la cremazione, Poli tornerà nella sua Firenze per un ultima cerimonia in forma privata, non prima della fine del ponte pasquale.
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