La balena di Melville il dramma Eternit gli amori delle donne

3 Dicembre 2015

di Anna Fusaro Cinquantanove anni dopo il "Moby Dick" di John Huston torna sullo schermo l'epica lotta tra l'uomo e la grande balena bianca con "Heart of the Sea" di Ron Howard, abile costruttore di...

di Anna Fusaro

Cinquantanove anni dopo il "Moby Dick" di John Huston torna sullo schermo l'epica lotta tra l'uomo e la grande balena bianca con "Heart of the Sea" di Ron Howard, abile costruttore di spettacolari macchine cinematografiche.

Il maestro Huston traspose il romanzo del 1851 di Herman Melville affidando l'interpretazione di Achab, l'arcigno capitano della baleniera Pequod, a un grande Gregory Peck, confezionando un cupo capolavoro rimasto nella memoria collettiva. Ron Howard è partito dal libro "Nel cuore dell'oceano. La vera storia della baleniera Essex" di Nathaniel Philbrick, studioso di Nantucket, nell'Ottocento il più importante porto per la caccia a balene e capodogli. Per scrivere il suo capolavoro Melville si era ispirato alla tragica storia vera della Essex, affondata nel 1820 nel sud Pacifico da un enorme capodoglio. A raccontarla nel suo diario fu uno degli otto sopravvissuti, il primo ufficiale Owen Chase (Chris Hemsworth). Fa un'apparizione a inizio film lo stesso Melville (Ben Wishaw), mentre raccoglie, trent'anni dopo, la testimonianza dell'ultimo sopravvissuto della Essex, Thomas Nickerson (Brendan Gleeson). Poi il racconto fa un salto indietro, al momento in cui la Essex salpa da Nantucket. Dopo il drammatico affondamento i superstiti andranno alla deriva per 90 giorni su piccole scialuppe.

Una storia drammatica dei nostri giorni, il caso dell'azienda belga-svizzera Eternit a Casale Monferrato con le migliaia di morti per amianto, è al centro di "Un posto sicuro" di Francesco Ghiaccio. La storia è ambientata a Casale nel 2011, alla vigilia della prima sentenza. La vicenda giudiziaria si è poi conclusa in Cassazione con l'annullamento delle condanne per la prescrizione dei reati. Mentre si celebra il primo grado di giudizio e la città chiede giustizia, si ritrovano dopo anni Eduardo (Giorgio Colangeli) e Luca (Marco D'Amore), padre e figlio: il primo, che aveva scelto il "posto sicuro" in fabbrica, è malato; il secondo, ambizioni da attore, si arrabatta facendo il clown alle feste.

È ambientato nel 1980 in una cittadina del Minnesota il thriller psicologico "Regression" del talentoso regista spagnolo Alejandro Amenábar ("Mare dentro", "The Others", "Agora"). Il detective Kenner (Ethan Hawke) indaga sull'accusa di abusi rivolta dalla giovane Angela (Emma Watson) al padre. John (David Dencik) ammette la colpa ma non ne ha memoria. La terapia regressiva applicatagli da un famoso psicologo (David Thewlis) farà riaffiorare i ricordi, smascherando però anche orribili segreti della comunità. Per rilassarsi ecco, invece, "11 donne a Parigi", opera prima dell'attrice Audrey Dana. Più birichino il titolo originale ("Sous les jupes des filles", sotto le gonne delle ragazze) di questa allegra e un po' eccessiva ronde dedicata all'universo femminile, tra famiglia, lavoro, amori (etero, omo, bi) e figli, con Isabelle Adjani, Laetitia Casta, Vanessa Paradis, Alice Taglioni e altri volti noti in Francia.

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