La Bisenti di Ponzio Pilato esce dalla leggenda

Domani alla Camera in un libro la verità sulle origini del prefetto romano «Sono tante le testimonianze che possono corroborare questa ipotesi»
Adesso si fa sul serio. Basta lavarsi le mani, verrebbe da dire restando nel tema. Ponzio Pilato è di Bisenti, e non è una leggenda. Tanto che per la prima volta, dopo tante dicerìe, il nome del prefetto romano della Galilea (dal 26 al 36 d.C.) - che mandò a morte Cristo dopo il celebre gesto di lavarsi le mani davanti alla volontà del popolo - entra nella Camera dei deputati accanto al piccolo comune abruzzese in provincia di Teramo dove è stata individuata anche la casa in cui visse. Ponzio Pilato e Bisenti vengono portati domani – ore 16,30 nella Sala delle Conferenze di Palazzo Theodoli Bianchelli, in piazza del Parlamento – a Montecitorio, cuore delle istituzioni e consegnati insieme definitivamente alla Storia tramite il libro "Io, Ponzio Pilato di Bisenti" scritto due anni fa da Graziano Paolone e Angelo Panzone (edito da Richerche & Redazioni, presentazione di Umberto Braccili, prefazione del regista Francisco Josè Fernandez) nel quale sono riportate prove storiografiche: «Un minuzioso lavoro di ricerca teso all'individuazione di indizi storici conclamati, per pervenire alla formulazione di argomentazioni plausibili da porre a corredo e a fondamento della leggenda riguardante la terra di origine di Ponzio Pilato».
L'evento – al quale sono previsti gli interventi degli autori, del presidente della Scuola civica superiore "Claudio Acquaviva" per le Eccellenze di Atri, Filippo Lucci e di Antonio Stroveglia, modera il giornalista Rai Nino Germano – si preannuncia sold out a dimostrazione dell'interesse intorno al governatore della Galilea e quanto sia ritenuta storicamente contraddittoria e affascinante la sua figura: da potente romano a giudice di Cristo, da ignavo a penitente e credente al punto da essere venerato da diverse religioni ortodosse, come quella etiope, addirittura come santo e festeggiato il 25 giugno. «È l'unico mortale», ci tiene comunque a dire Graziano Paolone, «nominato nella preghiera del Credo oltre alla Vergine Maria».
Di Pilato e delle sue probabili origini in Abruzzo si possono trovare molte citazioni. E numerose località si sono contese fino ad oggi l'onore (al di là quindi del significato del famoso gesto delle mani) di avergli dato i natali o di averlo ospitato al suo rientro in Italia dopo i fatti evangelici. Ad esempio, si ricorda come a San Pio di Fontecchio (Aq) vi è la "Montagna di Pilato" dove la tradizione colloca la villa nella quale Pilato si ritirò prima di morire. Ci sono anche dei resti storici.
Un'altra leggenda narra che la villa di Pilato fosse a Tussio (Aq), nelle vicinanze dell'antica Peltuinum. Ad avvalorare la tesi è stata la scoperta di due leoni in pietra risalenti al I secolo, che porterebbero invece ad indicarne la tomba. Sempre a Pilato viene accreditata l'introduzione nell'altopiano di Navelli dello zafferano (Crocus sativus). Esiste in realtà anche una rivendicazione molisana sulla città natale di Pilato, ossia Isernia, per via di un'iscrizione romana di dedica sulla storica Fontana Fraterna.
La storia che porta a Bisenti racconta, invece, che quando Pilato tornò nel suo paese d'origine nel 36 d.C. fece realizzare un sistema idrico (“Qanat”) utilizzato dai Paesi medio orientali dell’epoca i cui resti conducono e sono ben visibili proprio nell’abitazione attribuita all'ex prefetto. Un sistema differente dagli acquedotti romani e che solo chi era stato in Oriente poteva conoscere e riproporre.
Che Pilato avesse origini bisentine, ne parlò per la prima volta nel 1898 una rivista specializzata. Lo stesso Ennio Flaiano riportò la leggenda di Bisenti in un'opera minore e poi persino un giovane Mike Bongiorno, nel 1959, in uno dei suoi primi quiz radiofonici, “Il Gonfalone”, rivolse ad un concorrente la domanda: «Qual è il paese che ha dato i natali a Ponzio Pilato?». La risposta era Bisenti. A tutto questo bisogna aggiungere che oggi anche Tripadvisor _ uno dei maggiori canali online sulle destinazioni turistiche _ inserisce la casa di Pilato a Bisenti tra i percorsi da visitare.
Mancava a questo punto il "timbro", l'ufficialità dell'origine storica. A prescindere dal ruolo che si vuole attribuire nella storia (e dal Cristianesimo) al prefetto romano. Perché Ponzio Pilato può oggi colmare il vuoto nel quale si trovano i borghi ed i piccoli comuni dell'entroterra destinati allo spopolamento nonostante essi abbiano un notevole patrimonio fatto di tradizioni e risorse naturali. Come Bisenti, l'antica Berethra per la quale passava la via del Sale che arrivava fino a Roma, e che oggi ha poco meno di duemila abitanti. Su Ponzio Pilato e le sue origini si fa leva per poter emergere da questo isolamento, togliersi di dosso un po’ di polvere. E l'evento alla Camera diventa una sorta di trampolino di lancio a livello commerciale, turistico e anche politico.
«L'idea è di far conoscere i nostri valori, metterli in campo e arrivare a creare con Bisenti una sorta di circuito turistico latino-romano-abruzzese, da Alba Fucens a Masse d'Albe (Aq), dalle origini di Atri dell'imperatore Adriano al soldato romano Longino di Lanciano: sono tante le testimonianze e le leggende che possono essere messe a sistema nei paesi dell'entroterra», aggiunge Paolone che è riuscito a coinvolgere in questa mission il deputato Antonio Zennaro ricevendone il sostegno: «Storia e cultura vanno raccontate, insieme alla testimonianza di uomini e donne che resistono allo spopolamento con determinazione, passione e grande spirito imprenditoriale. L'Abruzzo è piena di borghi come Bisenti, che spesso non vengono valorizzati ma hanno storia millenaria».
Ponzio Pilato è ora visto come occasione. E intorno al suo nome si è anche costituita una unione di produttori per un progetto turistico-enogastronomico identificato con l'Alta Valle del Fino: dal vino Montonico (vitigno autoctono caratteristico di queste parti) ai formaggi, all'accoglienza e altri prodotti tipici. Per ora ne fanno parte Roberto Degnitti (Agriturismo Domus di Narcisi Rosa), Matteo Ciccone (azienda agricola Ciccone), Agrippino Valente (azienda agricola Francesca Valente), Fiorenzo Sarto (cooperativa Masserie del Parco, Arsita) e Concezio Centini (Centini Chocolate). Tutti insieme anche alla Camera. Per brindare a Bisenti e a... Pontius Pilatus.
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