“La legge del cuore”, il romanzo che sbarra la strada alle mafie

L’AQUILA. Non poteva esserci, forse, momento maggiormente significativo di quello attuale per parlare di dinamiche, storie e aneddoti legati alla criminalità organizzata, temi che sono alla base del...
L’AQUILA. Non poteva esserci, forse, momento maggiormente significativo di quello attuale per parlare di dinamiche, storie e aneddoti legati alla criminalità organizzata, temi che sono alla base del nuovo romanzo di Claudia Conte, “La legge del cuore – Storia di assassini, vigliacchi ed eroi” (Armando Curcio editore 2021).
Un libro in cui la scrittrice, anchorwoman e operatrice culturale si cimenta con temi importanti anche e soprattutto alla luce della cattura del superboss della mafia Matteo Messina Denaro. Le pagine del volume non contengono riferimenti strettamente attuali, ma sulla prima ad aprire il racconto c’è una dedica significativa: “A Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in occasione del trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio”. Siamo negli anni ’70 e i protagonisti del romanzo provengono da realtà fatte di miseria e degrado sociale, terreno fertile per la criminalità organizzata. Domenico Russo nasce nel 1959 in uno dei luoghi più poveri della Campania. dove si vive di stenti attraverso il lavoro nei campi. L’alternativa è schierarsi con i presunti forti ed entrare nella criminalità, mafia o camorra. Domenico perde la madre per una grave malattia. Lui ama studiare e vive di sogni. Subirà affronti e violenze a cui dovrà opporsi con il suo coraggio. Vito Catalano, l’altro protagonista, vive a Palermo ed ha la stessa età di Domenico. Proviene dal quartiere Zen. È un ragazzo di poche parole. Diviene amico di Salvatore, figlio del potente capo clan don Angelo Giordano. Sarà proprio don Angelo ad aiutare Vito nel momento più difficile della sua vita: la perdita del padre. Assicurerà appoggio incondizionato alla famiglia, ma ogni cosa ha un suo prezzo. “La legge del cuore” è una storia di eroi e di antieroi in un romanzo agile, dotato di una trama ricca di colpi di scena. Si legge bene e cattura, in maniera coinvolgente, l’attenzione del lettore.
Il volume verrà presentato sabato 28 gennaio alle 18 nella libreria Maccarrone - Mondadori (complesso commerciale Trony) dell’Aquila. A moderare l’incontro sarà Stefano Carnicelli, direttore di filiale e operatore culturale dell'associazione promotrice Il cielo capovolto. Il dialogo con l'autrice sarà inframezzato da letture a cura di Barbara Bologna e interventi di Stefania Pezzopane e di Pieremidio Bianchi, Commissario capo della Divisione anticrimine della Questura, originaria di Cassino, Claudia Conte promuove e cura numerose iniziative in ambito sociale e coerenti con gli obiettivi Onu 2030 (sviluppo sostenibile). Tra queste anche un progetto dal titolo “La memoria è futuro” promosso su ispirazione del suo libro per diffondere la cultura della legalità.
«Da questo libro», spiega l’autrice, «ho voluto costruire un percorso volto a promuovere la legalità, rivolto anche e soprattutto ai più giovani. Un percorso in cui sono riuscita a coinvolgere il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, il prefetto Francesco Messina, direttore centrale Anticrimine della polizia di Stato, e l’onorevole Caterina Chinnici, magistrato ed europarlamentare oltre che figlia di Rocco Chinnici, che hanno dato il proprio contributo alla creazione del libro realizzandone l’introduzione, la prefazione e la presentazione». Un percorso che ha visto un confronto con l’attuale ministro agli Interni Matteo Piantedosi e e di altri soggetti istituzionali. «L’idea è di far conoscere ai giovani film e canzoni come “I cento passi” di Marco Tullio Giordana o “Pensa” di Fabrizio Moro, che intrecciano questioni etiche e morali con dinamiche personali. Come la domanda implicita nel titolo del romanzo: vengono prima le ragioni della legge o quelle del cuore?