La “Pellicola d’Oro 2021” va a Donzelli, artista del cinema

Il riconoscimento, costola dei David di Donatello riservata ai mestieri tecnici, assegnato per i disegni fatti per il film “L’Incredibile storia dell’Isola delle Rose”
TERAMO. «La Pellicola d'Oro è una costola dei David di Donatello, il David premia i titoli di testa, la Pellicola i titoli di coda. È il riconoscimento più importante che ho ricevuto finora. Sinceramente non me lo aspettavo, sono molto contento». Il disegnatore teramano Cristiano Donzelli commenta felice la sua affermazione come migliore storyboard artist nell'XI edizione della “Pellicola d'Oro - Mestieri e artigiani del cinema italiano”. Donzelli si è imposto con le tavole disegnate per il pluripremiato film Netflix di Sidney Sibilia L'incredibile storia dell'Isola delle Rose, racconto del visionario esperimento socio-politico nel 1968 dell'ingegnere bolognese Giorgio Rosa (interpretato da Elio Germano): la costruzione di una piattaforma al largo di Rimini, fuori dalle nostre acque territoriali, proclamata repubblica sovrana.
Il film ha richiesto per le scene più complesse l’aiuto dello storyboard (il disegno delle singole inquadrature, per capire come girarle, dove piazzare la camera, le luci, dove e come far intervenire gli effetti speciali), affidato all’esperienza dell’illustratore e regista abruzzese, già al fianco di Martin Scorsese, Ridley Scott, Gabriele Salvatores. La premiazione del concorso riservato al comparto tecnico del cineaudiovisivo italiano si è svolta il 30 luglio a Roma nella Casa del Cinema. A Donzelli la Pellicola d'Oro è stata consegnata dal regista Giovanni Veronesi. «Mi ha fatto ancora più piacere essere premiato da lui. Ho lavorato al secondo dei suoi film Moschettieri: tutti per 1, 1 per tutti»
Quali scene dell'Incredibile storia dell'Isola delle Rose ha disegnato?
È importante visualizzare le scene prima di girare. Si disegna una scena per capire come fare le riprese. Ho fatto lo storyboard delle scene della tempesta e della costruzione della piattaforma-isola. E anche la scena con l’isola in campo lungo, quando arrivano le navi e l’elicottero. Scene costruite al computer con gli effetti speciali, che andavano controllate prima. Sidney Sibilia è giovane e talentoso, ci siamo confrontati continuamente, anche con gli autori degli effetti speciali.
Dov’era e a cosa stava lavorando quando è arrivato l’invito alla premiazione?
Stavo finendo di girare in Trentino Tiger’s Nest, un film di Brando Quilici, figlio del grande Folco. Oltre a fare lo storyboard sono stato regista della seconda unità. Per due mesi siamo stati in Nepal, quando è scattato il lockdown ci siamo spostati in Trentino per l’ultima settimana di riprese. È una bella storia, protagonista un bambino orfano, interpretato da Sunny Pawar (il piccolo protagonista di Lion, ndc), che fugge dall’orfanotrofio e porta con sé un cucciolo di tigre fino a un convento di monaci in Tibet. Nel cast c’è Claudia Gerini
A cosa sta lavorando ora?
A un film prodotto dalla Disney, Rosaline and Juliet, con la regia di Karen Maine, parodia della tragedia di Shakespeare.
Tra i registi coi quali ha collaborato di recente chi l’ha colpita di più?
Steven Zaillian, un genio. Un’esperienza bellissima lavorare allo storyboard di Mr. Ripley, la serie con Andrew Scott e Dakota Fanning che lui ha scritto e diretto partendo dai romanzi di Patricia Highsmith. Zaillian ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura di Schindler's List e ha avuto altre quattro candidature. Mi sono trovato molto bene con lui, abbiamo lavorato a Cinecittà per tre mesi, da fine gennaio, mi ha lasciato libero anche di inventare le scene. Ha scritto una sceneggiatura bella, equivalente a otto ore di film, che non mi stancavo mai di rileggere per la perfezione di storia e personaggi.