La pietra riflettente di Diego Esposito illumina il Giappone

Il maestro teramano di fama internazionale arriva in un tempio con Longitudine/Latitudine
TERAMO. Dall'Italia alla Cina, dall'Argentina al Perù, dal Giappone alla Francia. Continua il viaggio artistico intorno al mondo di Diego Esposito, pittore e scultore concettuale di levatura internazionale nato a Teramo nel 1940 (ma da un quarantennio vive tra Milano e Venezia, dopo sei anni passati negli Stati Uniti), e della sua opera in progress “Longitudine/Latitudine”.
A giugno la quinta scultura della serie è stata collocata nel giardino del tempio Muryokoin, a Koyosan, in Giappone. Si tratta di una grande massa realizzata dall'artista abruzzese con pietra locale, con un inserto d'acciaio riflettente il cielo come uno specchio d'acqua. “Longitudine/Latitudine” è un lavoro in divenire, avviato da Esposito 14 anni fa nel museo Pecci di Prato: anche per quella prima creazione, come per tutte le opere successive, l'artista usò pietra locale. La seconda scultura della serie fu creata nel 2007 per l'Oriental Land Park di Shangai, la terza fu collocata nel 2010 nel parco del museo Caraffa nella città argentina di Cordoba, e la quarta nella capitale peruviana Lima, nel centro culturale Wasi. A settembre la sesta opera della serie sarà posta nel giardino dell'ateneo di Marsiglia. Come spiegò a suo tempo al Centro l'artista abruzzese, «“Longitudine/Latitudine” è un lavoro intorno al mondo, che sarà suggellato da due foto satellitari dei due emisferi scattate da un mio collezionista americano, scienziato della Nasa. Da queste foto si vedranno tutte le opere del progetto». L'opera posata il 7 giugno nel giardino del millenario tempio giapponese Muryokoin, “Longitudine/Latitudine 5” (il titolo completo è: 34° 12' 54,147" N-135° 35' 11,590" E) è stata inaugurata dal maestro Habukawa Shodo, direttore spirituale di Muryokoin (che significa “tempio di luce incommensurabile”, espressione riferita ad Amida Nyorai, nome giapponese di Buddha Amitabha), già segretario generale di tutti i luoghi di culto di Koyasan. Nella suggestiva cerimonia, davanti alla scultura di Diego Esposito il monaco ha recitato per tre volte il testo canonico del Buddhismo Mahayana, “L'essenza della perfezione della saggezza”, sul concetto del vuoto di tutti i fenomeni. A proposito di “Longitudine/Latitudine 5” spiega Esposito, artista che in decenni di viaggi per il mondo ha nutrito la sua ricerca di sensibilità, culture e filosofie, partendo dalla culla mediterranea per arrivare al pensiero zen: «Il numero 5 ha un significato particolare nella cultura religiosa e filosofica buddhista. Si riferisce infatti ai cinque Buddha della saggezza nei mandala del Mondo del Diamante e della Matrice. I due mandala sono la base della scuola buddhista tantrica Shingon. Ognuno rappresenta una definizione di illuminazione. Uno di questi Buddha si chiama Akshobya e rappresenta la conoscenza del Grande Specchio Tondo. L'opera prende questo significato nel contesto del buddhismo tantrico». Esposito, artista antico e contemporaneo che si muove tra Arte povera e Transavanguardia, con un'aura minimale, ha fama internazionale. Le sue opere – quadri, sculture, installazioni, land-art (“Cascata” a villa Jucker) – sono collezionate in tutto il mondo.
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