La sacra notte dei Faugni migliaia tra le vie infuocate

9 Dicembre 2015

ATRI. Una notte d'attesa deve essere e una notte d'attesa è stata. Piazze affollatissime di persone che hanno ballato e cantato fino all'alba in una città animata da ben 6 concerti. Locali pieni di...

ATRI. Una notte d'attesa deve essere e una notte d'attesa è stata. Piazze affollatissime di persone che hanno ballato e cantato fino all'alba in una città animata da ben 6 concerti. Locali pieni di clienti a tutte le ore, teatro al completo per lo spettacolo in programma e piazza Duomo caldissima non solo per il grande falò acceso, ma anche per lo spirito dei partecipanti al millenario rito: i faugni.

Atri ha vissuto la sua notte magica così. Con persone che hanno potuto scegliere come divertirsi tra le varie proposte in programma. La città ducale è stata in grado di fondere storia e modernità. La religiosità legata all'Immacolata Concezione con la voglia di divertimento e allegria. Una notte piena di appuntamenti, che non va confusa con le notti bianche consumistiche. Tutto, infatti, ha avuto un sapore mistico, quasi antico. La manifestazione è stata anticipata dalla presentazione del libro “Alla scoperta della cultura enogastronomica abruzzese” e di una mostra fotografica nelle Scuderie del Palazzo Ducale in collaborazione con il Fai Teramo. A richiamare tutti in piazza Duomo alle 19 sono stati i rintocchi delle campane. Il grande falò, «sacro fuoco» come lo chiamano gli atriani, è stato acceso creando quell'atmosfera che sa di altri tempi. Quel fuoco si accende da millenni in questa località nella magica notte tra il 7 e l'8 dicembre. La notte dell'attesa.

I faugni, fasci di canne legate e portate a braccio dai cittadini, infatti, si aspettano. Devono essere accesi alle 5 del mattino nel fuoco benedetto di piazza Duomo. Il termine viene dal latino “fauni ignis”, fuoco di Fauno. A questa divinità pagana venivano dedicati dei fuochi in segno di devozione e richiesta di aiuto nei campi. Un rito pagano che nei secoli si è mescolato a elementi religiosi. I grandi e alti fasci di canne ardenti, dopo l'accensione vengono portati in processione nelle vie del centro storico accompagnati dalla banda al suono della marcia “Marisa” per poi tornare in piazza per ardere nei resti ardenti del falò prima della messa. Momento ancor più partecipato dai fedeli data la concomitanza con l'avvio dell'Anno Giubilare. Sacro e profano fusi in un rito che è cresciuto negli anni. In passato, infatti, erano i contadini ad accompagnare con i fasci infuocati la Madonna in processione e l'attesa avveniva nelle case.

Poi si è pensato di arricchire questa serata con eventi e spettacoli. E gli appuntamenti per l'edizione 2015 sono stati tanti. Alle 21 in un teatro Comunale al completo è andato in scena “L'Amore migliora la vita” con Gaia De Laurentiis, Eleonora Ivone, Ettore Bassi e Giorgio Borghetti. Uno spettacolo leggero e impegnato al contempo che ha saputo far riflettere sul tema dell'omosessualità. Fuori, intanto, i palchi hanno iniziato ad attrarre giovani e meno giovani nel segno del divertimento con canti e balli. All'una il centro della festa è stato piazza Duchi d'Acquaviva con il concerto degli Après la classe, una notte di allegria fino alla processione delle 5, partecipata e sentita. L'iniziativa è stata organizzata dall'amministrazione comunale con la PromoEventi e il comitato Festa dell'8 dicembre. «Siamo molto soddisfatti della riuscita dell'evento», commenta il vice presidente della PromoEventi, Mirko Toscani, «frutto del buon lavoro sinergico con l'assessore alla Cultura di Atri, Domenico Felicione, che ringraziamo. Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato e il nostro responsabile comunicazione, Luciano Alonzo anche per aver avuto anni fa l'idea di arricchire la festa di eventi che hanno portato l'attesa dell'accensione dalle case alle piazze. Un successo di pubblico che ha superato quello degli anni passati e ha lasciato tutti i commercianti soddisfatti e i cittadini orgogliosi. Hanno raggiunto Atri per questa occasione tanti turisti, un nutrito gruppo è arrivato anche da Prato».

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