La scalata del giovane Berlusconi, dagli esordi alla discesa in campo

29 Marzo 2024

Tre episodi da 50 minuti per raccontare l’ascesa del più amato e più odiato imprenditore italiano Dall’11 aprile in streaming sulla piattaforma, tra testimonianze inedite e rari filmati di repertorio

ROMA. Nelle prime immagini del trailer si vede un giovanissimo Berlusconi intervistato da Mike Buongiorno che gli domanda, «tu ti occupi bene di tante cose, distribuzione, editoria, cinema, calcio, costruzioni... Come fai non lo so, ma non ti è mai venuto in mente di entrare in politica?». Secca la risposta: «Io sono un uomo del fare, quindi quello che so fare bene è l’imprenditore». È il racconto che Netflix fa in Il giovane Berlusconi, docuserie in uscita l’11 aprile sul colosso streaming e a seguire in molti altri paesi, partendo da Francia, Germania e Austria, dove verrà trasmesso da Zdf Arte e Orf. Diretto da Simone Manetti, Il giovane Berlusconi ripercorre il successo del Cavaliere dai suoi esordi come imprenditore fino alle elezioni politiche del ’94, passando per l’invenzione della televisione commerciale a metà anni ’70. Produzione B&B Film in coproduzione con la società di produzione tedesca Gebreuder Beetz Filmproduktion e con l’emittente franco tedesca Zdf Arte, co-finanziata dalla Regione Lazio, dal programma Media di Europa Creativa, realizzata anche grazie al tax credit del MiC.
La docuserie è composta da tre episodi ricchi di dettagli inediti e testimonianze del successo di Silvio Berlusconi, quando si lancia, come molti in quegli anni, nel business dell’edilizia. Prima realizza Milano 2, una new town avveniristica immersa nel verde, dove per evitare la selva delle antenne sui tetti, si progetta per la prima volta in Italia la cablatura di tutta la cittadina con il cavo coassiale. È così che nel 1974, in un sottoscala, nasce una televisione al servizio dei residenti che così possono seguire la messa, le riunioni di condominio, le attività sportive dei propri figli e la pubblicità del negoziante sotto casa. Nessuno avrebbe immaginato che da lì a poco la televisione condominiale di TeleMilanoCavo si sarebbe trasformata in uno dei più grandi gruppi tv privati europei. Berlusconi fiuta l’affare: la televisione privata è il business del futuro. Vuole programmi vivaci, colorati, ma al tempo stesso rassicuranti, e la pubblicità deve esserne l’anima. Il monopolio della Rai viene aggirato dal cosiddetto “pizzone” di Berlusconi, un nastro registrato con programmi e pubblicità che viene consegnato a tutte le emittenti sparse sul territorio nazionale, affiliate con Canale 5, che ha ormai sostituito TeleMilano. Con questo escamotage rudimentale quanto geniale, una piccola televisione locale di Milano riesce a far sentire la sua voce in tutta Italia e a vendere tanta, tantissima, pubblicità. E così, durante la coda sanguinosa degli anni di piombo, Berlusconi fa sognare i telespettatori, raccontando un’Italia che ancora non esiste, ma che si paleserà da lì a poco.
Intere generazioni crescono davanti ai teleschermi del gruppo Fininvest, fiume ininterrotto di telequiz, soap opera, telefilm americani, cartoni giapponesi, calcio, programmi comici. Berlusconi parla al consumatore e agli inserzionisti, mentre la tv di Stato si rivolge al cittadino: ma da questo momento i confini tra i due mondi si fanno più labili, la comunicazione berlusconiana plasma un pubblico nuovo che presto diventerà elettorato. E non si ferma: per tutti gli anni Ottanta l’impero di Berlusconi cresce a dismisura, inglobando, oltre a televisioni e pubblicità, anche l’editoria, giornali, riviste, assicurazioni, banche, catene di negozi e una squadra di calcio, l’AC Milan, rendendo ancora più popolare la sua immagine di imprenditore di successo.
La docuserie racconta la straordinaria storia di uno dei più conosciuti e controversi personaggi europee. Tre puntate di 50’ ciascuna, nessun narratore, ma testimoni capaci di confidenze e aneddoti inediti. Un racconto ricco di storie mai raccontate prima. Oltre alle interviste, la serie è costituita da materiale di repertorio in parte inedito o raro.