“La scuola di Herat in esilio” sul palco le ribelli afgane

PESCARA . Teatro d’autore e testimonianza al Fla-Festival con Florian Metateatro-Centro di produzione teatrale di Pescara , Festival Quartieri dell’Arte-Viterbo e università “La Sapienza” di Roma per...
PESCARA . Teatro d’autore e testimonianza al Fla-Festival con Florian Metateatro-Centro di produzione teatrale di Pescara , Festival Quartieri dell’Arte-Viterbo e università “La Sapienza” di Roma per il debutto ufficiale giovedì 9 alle 21 e venerdì 10 in matinée per le scuole allo Spazio Matta di “La scuola di Herat in esilio”, spettacolo di e con Anna Paola Vellaccio e con le studentesse afgane del corso di Global humanities della Sapienza con cui l’attrice pescarese ha svolto un breve e intenso laboratorio, grazie al coordinamento e cura della docente Mara Matta e di Morteza Khaleghi, artista e videomaker afgano da anni residente in Italia e con la collaborazione artistitica di Giulia Basel. Il 15 agosto 2021 i talebani riprendono il controllo di Kabul e dell’Afghanistan, ricordano le note allo spettacolo. Quelle che per noi sono attività normali, quotidiane, come suonare, ballare, andare dal parrucchiere, studiare, in Afghanistan sono diventate attività proibite. Molte di esse proibite anche agli uomini, tutte proibite alle donne. Il Ministero del Vizio e della Virtù, negli ultimi due anni, ha cancellato un pezzetto alla volta le afghane dal tessuto civile e sociale della nazione. Le ragazze in scena sono arrivate in Italia per proseguire i loro studi e la loro vita grazie ad un corridoio universitario creato da La Sapienza Università di Roma e sostenuto da studenti e studentesse volontari. Nate dopo la caduta del primo regime talebano e cresciute con una, seppur debole, forma democratica che stava ricostruendo, o costruendo ex novo, un sistema di diritti e leggi a tutela e sostegno delle donne, le giovani afghane si sono trovate, nel giro di una notte, a dover seppellire i loro sogni, i loro progetti, la loro arte, la possibilità di studiare, di lavorare o semplicemente di uscire di casa. Sulla loro vita è calato un velo nero, materializzato dalla rinnovata imposizione del burqa. La loro testimonianza, la loro protesta, prende qui una forma artistica, svelando L’animo poetico afghano e l’immensa ricchezza che ne scaturisce. Lo spettacolo è inserito nella prima parte della rassegna Teatro d’autore e altri linguaggi del Florian Metateatro, in programmazione fino al 17 dicembre. Il lavoro, presentato in collaborazione con Fla–Festival di Libri e Altre cose ha il sostegno della presidenza del consiglio del Comune di Pescara (j.f.)