“La soffitta” del cantautore Marco Malatesta, nato nel lockdown tra mura di pietra e camini

PESCARA. Uno stile, il suo, simile a quello di un cantastorie che accompagna le sue liriche con la chitarra e che ricorda nomi del calibro di Fabrizio De André, Vinicio Capossela, Angelo Branduardi,...
PESCARA. Uno stile, il suo, simile a quello di un cantastorie che accompagna le sue liriche con la chitarra e che ricorda nomi del calibro di Fabrizio De André, Vinicio Capossela, Angelo Branduardi, Eugenio Finardi, Sergio Cammariere.
Si intitola La soffitta” il nuovo disco di Marco Malatesta. Il cantautore abruzzese vive e compone la sua musica a Carsoli, in provincia dell’Aquila. La soffitta, scritto e registrato durante il periodo del lockdown del 2020, contiene quindici tracce. Si tratta di un concept album nel quale, come si legge nelle note di presentazione del disco, «l’artista scava nel suo passato vissuto tra le case con i muri in pietra, vecchi camini attorno ai quali ritrovarsi e un modo di vivere più semplice e genuino, tipico delle realtà di provincia».
Nell’album confluiscono le storie narrate dai nonni, ma anche le «melodie delle canzoni popolari» e il «folklore delle usanze contadine». Lo muove un «forte desiderio di riscoprire le radici», tra foto ingiallite dal tempo, ricordi di un passato dolce e intenso, tradizioni da custodire e tramandare.
Il suo percorso musicale è stato fortemente influenzato dall’album “Volume III” di De André. Nel corso degli anni, Malatesta si è ritagliato uno spazio nel panorama nazionale, incarnando la memoria del suo territorio di origine, da lui definito «un posto magico». Tra i suoi lavori discografici ci sono Contrasti di luce del 1999, L’attore e l’incapace del 2006, Il burattino delle stelle del 2019. È dedicato alla figura di Alberto Manzi Ofut, il villaggio dipinto, ep del 2021. Non solo musica nella carriera artistica del cantautore abruzzese: nel 2014 ha pubblicato il libro Ser M’anima, una raccolta di poesie e riflessioni.