La via dei sentimenti di Dario Lauterio

PESCARA. La poesia dialettale ha sempre avuto un posto di rilievo, forse perché la poesia si presta molto di più di altri generi letterari a plasmarsi nelle diverse forme linguistiche grazie alla sua...
PESCARA. La poesia dialettale ha sempre avuto un posto di rilievo, forse perché la poesia si presta molto di più di altri generi letterari a plasmarsi nelle diverse forme linguistiche grazie alla sua natura innanzitutto musicale. È tornato appunto alla poesia in vernacolo dopo molti anni Dario Lauterio (foto) che ha appena pubblicato il libro di versi “La via dei sentimenti” (Tabula Fati, 14 euro, 158 pagine). Il libro verrà presentato domani all’ex Aurum di Pescara, nella sala Tosti alle ore 16, alla presenza, oltre che dell’autore, di Giovanni Di Iacovo, Licio Di Biase, l’editore Marco Solfanelli, e Rosa Cococcia autrice della copertina e dei disegni che illustrano l’opera, insieme alla prefazione di Dante Lauterio. Si tratta di un'opera minuziosa, attenta soprattutto all'atto formale, con versi torniti e adeguati ai ritmi e alle musicalità di un dialetto che Lauterio manovra alla perfezione. Tuttavia il vernacolo non è usato dal poeta solo per dare vita a ritmi e inflessioni ricavate dall'espressione del vernacolo, dal dialetto Lauterio parte per una rivalutazione totale del mondo contadino, o comunque di un passato lontano e folcloristico che sembrava perduto persino nella memoria. Un passato che Lauterio fa rivivere, con dovizia e attenzione, riesumando non solo riti, mestieri, usi, vie, piazze e luoghi ma soprattutto personaggi, figure umane realmente esistite. Sicché si può senz'altro dire che questo libro non ha solo un valore poetico, ma ha anche un valore storico, poiché salva dalla dimenticanza la vicenda di tante persone che hanno fatto la storia semplicemente vivendo la loro esistenza. Esistenze che Dario Lauterio è riuscito a testimoniare utilizzando il dialetto come un catalizzatore, e offrendo al lettore una lunga sequela di immagini, ricordi, gesti, pensieri, che tracciano appunto una storia che forse solo la poesia è in grado di salvaguardare. Ciò viene ribadito anche dalla seconda parte del libro, caratterizzato da una serie di acrostici con i quali Lauterio ribadisce il legame con tante vicende che hanno attraversato la sua. (m.t.)