Linda Nagler, le origini dello sguardo moderno

21 Aprile 2018

Alla galleria Vistamare di Benedetta Spalletti a Pescara la mostra Hana to Yama: foto lavorate di un mondo in estinzione

PESCARA . “Hana to Yama”, Fiori e montagna. Soggetti fotografici della cosiddetta Scuola di Yokohama (Giappone) collezionati da Linda Fregni Nagler in mostra da oggi – inaugurazione alle ore 18.30 – nelle sale della galleria Vistamare di Benedetta Spalletti, in Largo dei Frentani a Pescara.
La personale dedicata all’artista italiana nata a Stoccolma presenta due nuclei di fotografie, due soggetti che ricorrono nella Yokohama Shashin: i venditori ambulanti di fiori e le vedute del Fujiyama, appartenenti all’archivio che l’artista ha composto negli ultimi dieci anni. Linda Fregni Nagler ha ri-fotografato gli originali in suo possesso, li ha stampati in camera oscura e li ha colorati a mano, dopo un lungo processo di ricerca e messa a punto di materiali e pigmenti che oggi possano essere paragonati a quelli della scuola di fotografia giapponese.
Una ricerca, raccontano le note alla mostra, alle origini dello sguardo moderno. Indagine che si concentra sul medium fotografico e la sua storia, attraverso una pratica che intreccia le caratteristiche del lavoro dell’artista, dello studioso e del collezionista.
Il profondo interesse di Linda Fregni Nagler per questo genere fotografico nasce dal fatto che molto delle immagini, soprattutto quelle realizzate in studio, rappresentano delle messe in scena anacronistiche di un mondo in via di estinzione. Soggetti e vedute d'epoca, riprodotti con uno sguardo diverso da quello storico, piuttosto enigmatico. L’insondabilità del tempo accostato al realismo del colore, un tentativo di restituzione a un mondo destinato a scomparire. Linda Fregni Nagler (Stoccolma, 1976) vive e lavora a Milano. E' un’artista che si esprime attraverso l’utilizzo della fotografia. Nei suoi lavori, racconta l'agenzia milanese Connecting Cultures, vi è un approccio critico e riflessivo del mezzo fotografico. L’artista è interessata alla rappresentazione di una determinata epoca e della sua realtà e si basa su fotografie comuni ottocentesche o della prima metà del Novecento, per indagarne la tradizione, i mutamenti culturali, i costumi e i modelli iconografici.
Le caratteristiche che Linda Fregni Nagler considera significative nella fotografia d’epoca sono: l’uso deliberato dell’artificio, che evidenzia la natura artefatta della fotografia stessa, la ricchezza e la creatività nella ricerca di dettagli. Il suo linguaggio artistico si sviluppa attraverso vari procedimenti: dopo aver selezionato le immagini le lavora concettualmente per riproporle sottoforma di ready-made, oppure rifotografandole in modo da presentarle con un salto temporale ed estetico rispetto all’originale, o ancora ricreando in studio la stessa atmosfera, fondali dipinti, arredi di scena abiti e acconciature, imitandone anche inquadratura e angolazione degli scatti presi ad esempio. Fregni Nagler si è laureata all’Accademia d’arte di Brera.
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