Lo scrittore Ben Jelloun: «La mia denuncia contro gli abusi sulle ragazzine»

21 Maggio 2022

Al Salone del Libro di Torino con il romanzo “Il miele e l’amarezza” L’autore: «Putin? Preferisco il Covid, almeno esiste un vaccino»

TORINO. L'abuso di ragazzine nel Marocco dei primi anni duemila che porta al suicidio, a Tangeri, di una sedicenne e distrugge una famiglia. Tahar Ben Jelloun, Premio Goncourt nel 1987, nel suo nuovo romanzo, Il miele e l'amarezza (La nave di Teseo), racconta una storia di violenza e dolore, dove c'è uno spiraglio di luce portato dall'amore. «Il libro vuol essere un appello a coloro che praticano il turismo sessuale in Marocco e Thailandia per dire che non sono più i benvenuti e che potrebbero rischiare fino a vent'anni di prigione», dice lo scrittore, 74 anni, al Lingotto.
L'insospettabile professore pedofilo che abusa di ragazzine adescate promettendo la pubblicazione di poesie sulla rivista che dirige è un marocchino.
Infatti, è uno scempio che non riguarda solo gli stranieri, ma anche i marocchini.
Nel libro, una delle ragazze circuite è Samia, sedicenne sensibile che finisce nella rete: è una storia vera?
Conoscevo la ragazza che si è suicidata, volevo scriverne da tempo. Quello che più mi ha scandalizzato è stata l'impunità del pedofilo: quando è morto c’è stata una cerimonia come se fosse stato un grande personaggio. Il miele e l'amarezza è una denuncia contro il silenzio. Se no a cosa serve scrivere? Scrivo per migliorare il mio Paese. Anche Creature di sabbia 35 anni fa fu un libro di denuncia in anticipo sui tempi. La violenza è ovunque, non solo verso le donne: adesso almeno possono divorziare, lottare per i loro diritti. Una volta non era possibile. Il vero problema è nelle periferie, non a Casablanca e nelle capitali.
La violenza è anche nel nostro mondo, nella guerra in Ucraina.
Putin non scherza. È determinato, non è pazzo e può fare gravi danni. È figlio del Kgb. Ho paura di questa guerra, è sempre più vicina. Forse gli europei non hanno capito bene chi hanno davanti. Quando il presidente Macron ha telefonato a Putin si è confrontato con un blocco di cemento. Alla guerra preferisco il Covid, per il quale abbiamo trovato il vaccino. Contro Putin ancora non c'è.
Nel romanzo c’è spazio per la speranza?
A portare un po’ di luce nella vita dei genitori di Samia, che vivono in un seminterrato come fossero sepolti, è Viad, giovane immigrato africano che si prende cura della coppia. È lui a dare luce, felicità. Ci sono 30mila africani che lavorano nelle famiglie in Marocco, tengono i bambini. I marocchini sono contenti.
Al Festival di Sanremo la giovane attrice italo-senegalese, Lorena Cesarini ha letto un brano tratto dal suo libro Il razzismo spiegato a mia figlia: cosa ha pensato?
Sono fiero e orgoglioso. Bisogna aiutare la letteratura come si può.