Loredana: «Io, viva di tumore» Storia di coraggio e speranza

PESCARA. Ci sono storie da raccontare. E da ricordare. Quella di Loredana è una storia di coraggio e di speranza. La storia di una donna che, dopo la sua personalissima lotta vinta contro il cancro,...
PESCARA. Ci sono storie da raccontare. E da ricordare. Quella di Loredana è una storia di coraggio e di speranza. La storia di una donna che, dopo la sua personalissima lotta vinta contro il cancro, ha deciso di fare qualcosa per la “buona vita” degli altri. Come le tante conversazioni che tiene con le pazienti oncologiche in giro per l'Italia, i seminari che conduce negli ospedali sui rapporti tra pazienti e personale sanitario.
La notizia è che a breve uscirà un film liberamente tratto dal suo libro “Io, viva di tumore” scritto subito dopo la guarigione. La notizia è anche che Loredana Ranni, di Pescara, attualmente giornalista del Corriere della Sera, regala fiducia alle donne firmando articoli sul “trucco oncologico” tra le pagine di “Io donna”, perché anche il make up è una cura per acquistare fiducia in se stesse durante i trattamenti chemioterapici.
«La malattia cambia l'identità della persona. Io non sono più quella che ero vent'anni fa. Sono un'altra donna. E come me tante altre donne sono persone diverse. Ma sono, siamo persone che conoscono il valore della vita e per questo dobbiamo avere la dignità e il piacere di relazionarci con il mondo che ci sta intorno. Con il sorriso sulle labbra». Loredana, che lavora abitualmente a Milano, ha voluto incontrare nel locale “I Giardini del Thè” a Pescara, donne, ma anche uomini, per parlare della vita dopo il tumore, una vita fatta di lavoro, di cura di sé, di pubblico e privato. Con lei una della fondatrici dell'Admo Abruzzo, Paola De Angelis: «In Italia oggi - ha detto - ci sono quattrocentomila persone tra i 18 e i 35 anni iscritte al registro dei donatori potenziali di midollo osseo, cinquemila sono in Abruzzo, regione che quest'anno ha contato ben 198 nuovi donatori. E' una grande conquista che va di pari passo con l'aumento delle vittorie sul tumore basate sulle solide conquiste scientifiche applicate ai trapianti di cellule staminali».
Loredana Ranni è stata una delle prime pazienti ad aver beneficiato di un nuovo concetto terapeutico per la cura del linfoma: alte dosi di chemioterapia supportate dall'autotrapianto di cellule staminali. «Sono rientrata in un protocollo sperimentale nel 1994 - spiega - dopo essere uscita miracolosamente da due settimane di coma provocato da un linfoma alla gola. Oggi, dopo vent'anni, posso dire di essere definitivamente guarita e di non avere alcuna limitazione rispetto alle altre persone se non quella dettata dal buon senso. Non sono un'eroina ma la mia vita può essere utile alle altre donne che, come me, vivono o hanno vissuto questa esperienza. Per questo ho scritto un libro e da poco ne ho anche tratto una sceneggiatura cinematografica che ora si trova sul tavolo di un produttore americano che ne vuole fare un film, per questo non smetto di girare negli ospedali per incoraggiare i pazienti prima di tutto sugli immensi progressi fatti dalla scienza per curare i tumori del sangue attraverso le cellule staminali ma anche sulla possibilità di vivere nuove vite, diverse certo, ma piene di dignità. E da qui anche l'idea di parlare di trucco oncologico perché se pure vinci sul cancro non è detto che la tua vita sia facile».
Daniela Peca