Marchioni è Dino Campana il poeta pazzo che illuminò il ’900

13 Aprile 2019

TAGLIACOZZO. “La più lunga ora – Ricordi di Dino Campana, poeta, pazzo” con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, musiche composte ed eseguite dal vivo da Ruben Rigillo: lo spettacolo scritto e diretto...

TAGLIACOZZO. “La più lunga ora – Ricordi di Dino Campana, poeta, pazzo” con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, musiche composte ed eseguite dal vivo da Ruben Rigillo: lo spettacolo scritto e diretto dallo stesso Marchioni è la proposta di questa sera con la stagione di prosa al teatro Talia di Tagliacozzo, a cura del Tra –Teatri riuniti d'Abruzzo, direzione artistica di Federico Fiorenza.
Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri. Campana che scrive i “Canti Orfici”, la sua unica composizione poetica che ha illuminato la letteratura europea del Novecento. Il poeta preferito» da Carmelo Bene li riscrisse a memoria, sforzo che piegò definitivamente il suo già precario equilibrio mentale, dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale. Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci, nel 1932, dopo 14 anni di internamento. Cosa fa un poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia, un uomo che ha vissuto e scritto come Campana, in un manicomio per tanto tempo? Come fa a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per tanti anni? «Essere è essere percepiti» scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri e, quando gli altri non ci guardano più, si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia a se stessi, per assicurarsi o illudersi che quella storia sia esistita realmente. Non uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di ri-viverla, di ri-metterla in scena per non perdere la memoria di se stesso. Come a memoria ha riscritto il suo capolavoro perché «se lo riscrivevo potevo esistere». Per info: 333.7043607.
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