Marino con “Still Alive” racconta una rinascita intima e dell’umanità

26 Maggio 2022

PESCARA. La rassegna “Four Generations – 4 generazioni di teatro di ricerca” iniziata il mese scorso all’insegna del capostipite Carmelo Bene e che ha visto avvicendarsi sul palco del Florian Espace...

PESCARA. La rassegna “Four Generations – 4 generazioni di teatro di ricerca” iniziata il mese scorso all’insegna del capostipite Carmelo Bene e che ha visto avvicendarsi sul palco del Florian Espace di Pescara spettacoli, laboratori, presentazioni su e con gli sguardi delle diverse generazioni – con nomi come Pippo Di Marca, Fabrizio Arcuri, Teatro del Lemming, Marcido Marcidorjs – si conclude sabato, 28 maggio, con la generazione dei giovani artisti del teatro di ricerca e con una rappresentante di talento, l’attrice e regista romana Caterina Marino, in scena con “Still Alive”, di cui cura drammaturgia e regia, ad accompagnarla Luca Gaudenzi sound designer e Lorenzo Bruno in qualità di creatore video e “servo di scena”. Segnalazione Speciale al prestigioso Premio Scenario 2021, lo spettacolo sarà l’ultimo tassello, per questa prima edizione, di un percorso generazionale ed estetico sulla e nella Ricerca teatrale italiana.
Uno spettacolo minimalista che pone di fronte al tema del peso del mondo, che racconta la funzione prima e originaria del teatro, specchio e strumento per superare la fatica e il baratro dell’esistere. Si legge nelle motivazioni del Premio Scenario: «Caterina Marino ha il coraggio e la simpatia di guardarsi dentro per invitarci a guardare lo spettacolo del mondo, per non rimanere sola e non lasciare fuori nessuno. “Still alive” parte dal vuoto per restituire il pieno di una stretta di mano, a ricordare l’immagine chapliniana di “Luci della città” in cui l’unico sollievo è guardare l’orizzonte insieme». Ancora: «Composizione preziosa che fa dell’ironia il grimaldello di un racconto di debolezza personale e collettivo insieme». «Non saprei dire quando è iniziato. Semplicemente, a un certo punto non sono più riuscita a immaginare il futuro», racconta l’autrice. «Un’entità statica, con una naturale predisposizione alla malinconia e radici ben salde nel tessuto capitalista del nostro secolo, incastrata nella generazione dei meme, del black humor, dell’ironia feroce che si fa salvifica. “Still Alive” riflette tutto ciò, esplorando le fasi che attraversa il corpo depresso, tra rifiuto e accettazione di una condizione non solo personale ma umana. Una composizione che sa di still life, una natura morta che si lascia osservare, inerme nella sua impossibilità. Sondando l’abisso per poi risalire».