Memè Perlini suicida a Roma Fu un maestro dell’avanguardia

ROMA. È morto nella notte fra martedì e mercoledì, a Roma, l'attore Memé Perlini, 69 anni, tra i protagonisti del teatro di avanguardia italiana negli anni '70 e '80. Ne ha dato notizia l'amico...
ROMA. È morto nella notte fra martedì e mercoledì, a Roma, l'attore Memé Perlini, 69 anni, tra i protagonisti del teatro di avanguardia italiana negli anni '70 e '80. Ne ha dato notizia l'amico Ulisse Benedetti, già direttore del teatro Beat72, dove Perlini, ha recitato anche con Carmelo Bene. Sofferente da anni di una forte forma di depressione, Perlini si sarebbe suicidato lanciandosi dalla finestra del suo appartamento vicino a Piazza Vittorio. Amico ed allievo di Lindasy Kemp, ha lavorato come autore, attore e regista anche per il cinema.
Nella casa di via Principe Amedeo, ha ricordato Ulisse Benedetti, Perlini viveva solo, assistito da una badante. «Soffriva di una depressione grave, ma era in cura», ha spiegato l’amico dell’attore e regista, «aveva la scrivania ingombra di farmaci». Dal male però, nonostante l'incoraggiamento degli amici, non riusciva a tirarsi fuori e anche per questo negli ultimi tempi non aveva più lavorato. «Abbiamo tentato in tanti modi di farlo interessare a nuovi progetti, purtroppo senza successo». Il corpo dell'attore e regista, precipitato dalla finestra, è stato ritrovato all'alba nel cortile condominiale. È stata allertata la polizia, che indaga sulla vicenda. La data dei funerali non è stata ancora fissata, ha spiegato Benedetti, perché si attende l'arrivo a Roma della sorella di Perlini con il nipote «Saranno loro a decidere cosa fare», conclude affranto Benedetti, «Con Memé se ne va un altro importante protagonista del teatro italiano».
A Roma Perlini era arrivato nel 1968 per studiare all’Accademia di Belle Arti. Romagnolo di Sant'Angelo in Lizzola, era figlio di una famiglia di proprietari di giostre. Tra gli ultimi lavori ai quali aveva partecipato si ricordano nel 2004 ai opere come “Il postino di Neruda” di Skàrmeta, prima ancora “Quando torna la primavera” dell'inglese Arnold Wesker, ed era stato a fianco di Claudia Cardinale nel “Come tu mi vuoi” pirandelliano diretto da Pasquale Squitieri. La sua carriera teatrale si era svolta, in gran parte, alla Piramide, alla Garbatella, dove ha firmato spettacoli come “La cavalcata sul lago di Costanza” di Peter Handke, “Gli Uccelli” di Aristofane, “Il mercante di Venezia” di Shakespeare, “Risveglio di primavera” di Wedekind, Eliogabalo. Al cinema, si ricodano le sue partecipazioni come attore (Le castagne sono buone di Pietro Germi (1970, film di debutto), Giù la testa di Sergio Leone (1971).
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