Meryl voce stonata, il gigante di Spielberg e l’autista di Paterson
di Anna Fusaro Ad appena un anno da "Marguerite" di Xavier Giannoli arriva al cinema un secondo film ispirato alla bizzarra storia vera di Florence Foster Jenkins, la cantante lirica più stonata del...
di Anna Fusaro
Ad appena un anno da "Marguerite" di Xavier Giannoli arriva al cinema un secondo film ispirato alla bizzarra storia vera di Florence Foster Jenkins, la cantante lirica più stonata del mondo. Lo firma un maestro come Stephen Frears e lo interpretano spiritosamente la divina Meryl Streep e l'eterno giovanotto Hugh Grant, qui nel suo ruolo migliore.
In "Florence" la strepitosa Streep (che canta benissimo, come si è sentito in "Mamma mia!" e in "Dove eravamo rimasti") interpreta la stonatissima e ricchissima dama newyorchese fissata col canto lirico, che non si limitò a un sincero mecenatismo da facoltosa melomane ma si ostinò a cantare lei stessa, straziando le più belle arie del melodramma. Assecondata e protetta nella sua illusione da un uomo tanto fedele come manager quanto fedifrago come marito, l'ex attore squattrinato inglese St. Clair Bayfield (Hugh Grant). Lui aveva un'amante (Rebecca Ferguson), ma con dolcezza si occupò della felicità di Florence, che, minata dalla sifilide sublimava nel canto ogni desiderio: pagava gli spettatori plaudenti e nascose alla moglie le critiche. Finché, nel 1944, Florence non decise di cantare alla Carnegie Hall. Simon Helberg (il nerd Wolowitz della sit-com "Big Bang Theory") è Cosmé McMoon, devoto pianista di Florence.
Fazzoletti a portata di mano per "Lion", opera prima di Garth Davis dal romanzo autobiografico di Saroo Brierley. Favola a lieto fine perfetta per il Natale, farà trepidare per il piccolo Saroo (Sunny Pawar) che dalla natia Madras si ritrova, salendo sul treno sbagliato, a Calcutta, a 1600 chilometri da casa, solo e spaventato. Finito in un orfanotrofio, viene adottato da una coppia australiana, Nicole Kidman e David Wenham. Venticinque anni dopo, Saroo (Dev Patel, "The Millionaire"), grazie ai ricordi innescati, come una "madeleine", da un dolce indiano tradizionale, si mette alla ricerca della famiglia d'origine. Lo aiuteranno la fidanzata (Rooney Mara) e Google Earth.
È un quieto inno alle piccole cose "Paterson" di Jim Jarmusch, regista statunitense di culto. Il suo protagonista (Adam Driver) si chiama come la località in cui vive, Paterson, New Jersey. Fa l'autista di autobus, scrive poesie su un quadernetto nelle pause del lavoro e condivide una tranquilla routine familiare, calma e ferma come un quadro di Edward Hopper, con la moglie Laura (Golshifteh Farahani) e il loro cagnolino. Curiosità: a Paterson hanno vissuto l'anarchico Gaetano Bresci, Lou Costello (meglio noto come Pinotto), Allen Ginsberg e Willam Carlos Williams.
In attesa dell'arrivo, il 30 dicembre, del "GGG - Il Grande Gigante Gentile" di Steven Spielberg, ecco per la felicità di bambini il cartone "Oceania" di John Musker e Ron Clements, racconto di formazione che vede brillare una nuova eroina nel firmamento Disney/Pixar. La vivace Vaiana, figlia del capo maori Tui, vive nell'isola paradisiaca Motu Nui. Si lancerà in un'avventura in mare aperto, oltre la barriera corallina, per salvare il suo mondo, che sta misteriosamente morendo.
Un poetico e allegorico cartone sulla solitudine della vecchiaia ma anche sulla libertà è "Le stagioni di Louise", una "robinsonnade" firmata da Jean-François Laguionie. Finita l'estate, l'ultimo treno parte dalla località balneare di Biligen dimenticando la tenera vecchina Louise (voce di Piera Degli Esposti). Anche i parenti non si accorgono che non è tornata. Come un Robinson Crusoe, nella cittadina ormai deserta Louise dovrà arrangiarsi per trovare il cibo, un tetto e tutto ciò che serve per vivere, con la sola compagnia del cane Pepper. Piacerà soprattutto agli adulti.
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