Mezzo secolo fa Blonde on Blonde il capolavoro elettrico di Dylan

17 Maggio 2016

ROMA. Cinquant’anni fa, il 16 maggio del 1966, Bob Dylan pubblicava Blonde on Blonde, il primo doppio album della storia, universalmente riconosciuto come uno dei capolavori assoluti della musica...

ROMA. Cinquant’anni fa, il 16 maggio del 1966, Bob Dylan pubblicava Blonde on Blonde, il primo doppio album della storia, universalmente riconosciuto come uno dei capolavori assoluti della musica popolare. L'influenza che quest'opera ha avuto è incalcolabile, non solo perché, raggiungendo vette ineguagliabili sia dal punto di vista della qualità letteraria dei testi che di quella strumentale, ha fissato il canone della musica d'autore, diventando una sorta di ossessione per generazioni di “dylaniati”, ma anche perché ha rappresentato un passaggio fondamentale nell'evoluzione del rock, allargando i confini della contaminazione con il folk, in stile Byrds, fino ad arrivare nei territori della psichedelia.

Blonde on Blonde (letteralmente Bionda su Bionda) contribuisce di fatto a cambiare l'idea stessa di album, che non è più una raccolta di singoli ma un'opera a sé, pensata e costruita per uno sviluppo in più capitoli che sfrutta la maggiore durata di un Lp, inaugurando l'era dei “concept album”. Tutto ciò non impedisce di notare che questo disco miracoloso contiene alcune delle canzoni più belle e famose del canzoniere dylaniano e della storia del rock: «Visions of Joanna», «I Want You», «Just Like a Woman», «Rainy Day Women #12 & 35», «Absolutely Sweet Mary», «Sad Eyed Lady Of The Lowlands», la ballata folk di undici minuti che occupa la quarta facciata e che il critico Paul Nelson ha definito: «Una celebrazione della donna come opera d'arte, come figura religiosa, come oggetto di eterna maestà e meraviglia».

Ciò che colpisce è che all'epoca di Blonde on Blonde, che è il settimo album della sua carriera, Dylan aveva 25 anni. L'anno prima c'era stata la svolta elettrica, segnata dalla dura contestazione al Festival Folk di Newport, dove si era presentato con la Paul Batterfield Band, e dalla pubblicazione di Highway 61 Revisited. C'è solo da rimanere a bocca aperta se si pensa non solo alla giovane età ma anche al fatto che, durante le session di Blonde on Blonde, Dylan era impegnato in tour massacrante iniziato praticamente subito dopo l'uscita di Highway 61 Revisited. Con lui c'era una band formata tra gli altri, da Al Kooper, formidabile organista che ha avuto un ruolo chiave nella definizione del sound del doppio album, e dai componenti degli Hawks, il gruppo con Robbie Robertson, Levon Helm, Rick Danko, Garth Hudson e Richard Manuel che accompagnava Ronnie Hawkins e che poi formerà The Band.

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