«Mio padre esaltava la potenza del flamenco»

Stasera omaggio in musica Un noche por Paco e il film De Lucìa La Bùsqueda del figlio dell’artista
Cinque anni senza Paco de Lucìa. Sei ne sono, invece, trascorsi da quella sera di luglio in cui il chitarrista e compositore spagnolo calcò per l’ultima volta il palcoscenico del Teatro D’Annunzio di Pescara in occasione del Pescara Jazz, rassegna a cui era molto affezionato. Quello fu il suo ultimo concerto in Italia. Era l'estate del 2013. Pescara si prepara ora a celebrare l’artista, considerato tra i più grandi chitarristi di flamenco a livello mondiale, con un doppio appuntamento davvero speciale.
Fa tappa questa sera al Teatro D’Annunzio, alle ore 21.15, in prima mondiale, il progetto “Un noche por Paco” (in caso di pioggia i live si sposteranno al Flaiano). A omaggiare Paco de Lucìa saranno alcuni tra i migliori protagonisti della scena flamenca, artisti che lo hanno amato e accompagnato in diversi momenti della sua carriera e vita personale. La serata sarà aperta dal pianista Chano Dominguez e dal suo Cuarteto Flamenco, seguiti dal Sexteto por Paco, in cui milita Antonio Sánchez, nipote del leggendario chitarrista. Il nucleo del Sexteto nasce nel 2004 per la registrazione di Cositas Buenas, con cui Paco vinse un Latin Grammy, diventando un catalizzatore di giovani talenti. Antonio Sánchez si unì allo zio come seconda chitarra nel 2010. La serata D’Annunzio sarà anticipata, alle ore 18, dalla proiezione del documentario “Paco de Lucìa: La Bùsqueda”, realizzato dal regista Curro Sánchez, figlio di Paco de Lucìa. La proiezione sarà ospitata nell’Auditorium del Conservatorio di Pescara. «La sua musica e la sua energia resteranno sempre tra noi», ha dichiarato al Centro Curro Sánchez, intervistato in occasione della sua partecipazione alla prima mondiale del progetto. «Il flamenco ha continuato a esplorare nuove strade, i musicisti del Sexteto sono cresciuti come artisti e la nostra famiglia persegue l’impegno di difendere e diffondere la sua eredità ovunque sia necessario».
“Una noche por Paco” vuole essere un omaggio alla memoria di un immenso artista. Come si articolerà il progetto?
Con musica di alto livello. Ci saranno alcuni dei migliori artisti del mondo flamenco, del jazz e della musica cubana che uniranno i loro talenti ed emozioni per onorare il maestro. Il documentario racconta in 90 minuti, in modo emotivo e onesto, i 60 anni di carriera di uno dei musicisti più indispensabili nella storia della musica.
Suo padre è stato un grande innovatore. Cosa ha amato di più della sua arte?
La capacità di sorprendere e la sorprendente intuizione nel combinare suoni profondi e complessi con note più commerciali e accessibili al grande pubblico. Per non parlare dell’equilibrio raggiunto tra il rispetto della tradizione flamenca e la sperimentazione.
Ha raccontato la storia di suo padre nel documentario “Paco de Lucìa: La Bùsqueda”, attraverso interviste realizzate tra il 2010 e il 2014. In che modo Paco de Lucìa è stato coinvolto nella realizzazione di questo importante lavoro?
Inizialmente il progetto era un piccolo reportage per il penultimo album. Il materiale registrato, però, urlava qualcosa di più potente: un nuovo documentario che riunisse tutto ciò che non era stato detto prima sulla sua figura. Mio padre in un primo momento era distante e un po’ sospettoso. Non aveva del tutto chiaro cosa volessi raccontare esattamente. Fino a quando non ha visto i primi 45 minuti. Si è poi buttato nel progetto e ha iniziato a contribuire con innumerevoli idee e proposte. Al punto di essere quello che ha coordinato e diretto parti del documentario come l’intervista a Ruben Blades.
Lei è un regista, ma è cresciuto nella musica. Cosa rappresenta la musica per lei?
È il mio rifugio più grande. La musica rappresenta i ricordi più forti della mia infanzia.
Qual è uno dei suoi ricordi più belli legati a suo padre?
Andare a pescare con lui nella sua barchetta a Playa del Carmen, in Messico. E le maratone cinematografiche che facevamo quando a volte guardavamo al cinema tre film di fila. Gli piacevano molto i film di John Ford.
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