Museo nazionale d’Abruzzo l’inaugurazione sabato all’Aquila

16 Dicembre 2015

L’AQUILA. Sabato prossimo sarà inaugurato all'Aquila il Munda (Museo nazionale d'Abruzzo) nell’ex mattatoio comunale, completamente ristrutturato con tecnologie antisismiche e ripensato per questa...

L’AQUILA. Sabato prossimo sarà inaugurato all'Aquila il Munda (Museo nazionale d'Abruzzo) nell’ex mattatoio comunale, completamente ristrutturato con tecnologie antisismiche e ripensato per questa sua nuova funzione, in borgo Rivera, di fronte alla Fontana delle 99 Cannelle.

All’inaugurazione, in programma alle ore 11, parteciperà Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, con il Segretario Generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia, il direttore del Polo museale d’Abruzzo, Lucia Arbace, il Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e monsignor Giuseppe Petrocchi, arcivescovo metropolita dell’Aquila . L'intervento di restauro e di funzionalizzazione del complesso è stato interamente assunto dallo Stato per il tramite del ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo.

La selezione dei materiali esposti è di oltre cento opere, tra i più importanti lavori del Museo nazionale d’Abruzzo che aveva sede nel castello cinquecentesco: opere di diverse epoche e tipologie (reperti archeologici, sculture lignee e dipinti fino al XVIII secolo) rappresentative della varietà e qualità delle collezioni del museo e identitarie della storia e della cultura dell'intera regione. Il progetto si è ispirato a criteri museografici moderni, volti a valorizzare sia la dimensione narrativa del percorso, sia i collegamenti dei beni con le chiese, i monumenti e in generale il patrimonio culturale del territorio. Ci saranno, quindi, alcune delle più belle e antiche Madonne d’Abruzzo, come la Madonna di Lettopalena del XII secolo e la Madonna "de Ambro" della prima metà del XIII secolo, e capolavori noti come il “Trittico di Beffi” e il Cristo e l'adultera di Mattia Preti. Numerose, in particolare, sono le opere esposte che, recuperate tra le macerie, hanno trovato nuova vita dopo i danni del terremoto grazie ad attenti restauri, ai quali hanno contribuito anche istituzioni estere e soggetti privati, come il duecentesco “Cristo deposto” proveniente dal duomo di Penne, o come la pala con la Madonna e Santi di Giovanni Paolo Cardone, proveniente da una distrutta chiesa cappuccina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA