Nazzareno Carusi: la Riccitelli è uno dei fiori dell’Abruzzo

11 Luglio 2020

Si presenta il pianista celanese nuovo direttore artistico della Società teramana «La mia gratitudine si somma alla gioia per un incarico tanto prestigioso»

L’Abruzzo giardino della cultura e la Riccitelli uno dei suoi fiori. Con una poetica similitudine Nazzareno Carusi ha aperto il suo primo discorso pubblico da nuovo direttore artistico della Società Primo Riccitelli di Teramo. Il quotato pianista, abruzzese di Celano, classe 1968, si è presentato ieri pomeriggio alla stampa, alla città e alle istituzioni civiche e culturali in un affollato incontro a Teramo nella sala consiliare della Provincia.
A introdurre il maestro la presidente dell’ultraquarantennale sodalizio, Alessandra Striglioni ne’ Tori, eletta a dicembre. Insieme, il musicista Carusi e l’avvocata Striglioni, sono il nuovo stato maggiore della Riccitelli, successori di Maurizio Cocciolito che per 22 anni ha ricoperto presidenza e direzione artistica dell’ente morale.
Entrambi hanno ringraziato il maestro Cocciolito, «che ha dato infinitamente a questa Società e a tutti noi e ha fatto della Riccitelli un gioiello, di cui i grandi artisti sono felici di essere ospiti».
Allievo di Alexis Weissenberg, pianista lodato dai grandi, da Riccardo Muti a Mogol, Nazzareno Carusi è una figura di prestigio nel mondo delle maggiori realtà musicali italiane: consigliere di amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala di Milano, consigliere e delegato della direzione artistica della Fondazione Orchestra regionale toscana di Firenze, già consigliere artistico del concorso pianistico Busoni di Bolzano, è stato nominato dal consiglio regionale Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo «per gli alti meriti artistici e il lustro che ha dato alla sua terra».
Identità abruzzese, orgoglio, appartenenza, collaborazione le parole che hanno marcato il discorso del maestro Carusi, nominato direttore artistico dal consiglio di amministrazione della Riccitelli il 26 giugno all’unanimità.
«Il sentimento di gratitudine si somma alla gioia per un incarico tanto prestigioso nel mio Abruzzo e a Teramo. Ringrazio la presidente, il consiglio e tutto il personale della Riccitelli per questo privilegio», ha detto il neo direttore artistico. «L’Abruzzo è un giardino culturale e la Riccitelli è uno dei suoi fiori. E come in un giardino ogni petalo, ogni pianta, ogni vialetto, ogni fontana concorre a disegnarne l’orizzonte, come in un’orchestra e in un coro ogni strumento e ogni voce concorrono all’armonia del tutto, così le istituzioni musicali e culturali abruzzesi, ognuna nella sua autonomia e peculiarità, tendendosi la mano possono contribuire a rendere più bello e a portare più in alto il nostro Abruzzo».
Ad ascoltare Carusi i rappresentanti di alcune fra le maggiori istituzioni musicali regionali: Fanny Valiante per il Coro Verdi di Teramo e i presidenti dei tre conservatori abruzzesi, Federico Paci per il Braga di Teramo, Claudio Di Massimantonio per il Casella dell’Aquila, Alfonso Patriarca per il Luisa D’Annunzio di Pescara.
A fare corona al maestro Carusi c’erano il presidente della Regione Marco Marsilio, il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che hanno ribadito il sostegno dei loro enti alla Riccitelli. Enti che fanno parte del consiglio di amministrazione ma da tempo non nominano i rappresentanti. Nell’incontro quasi nessuna anticipazione sulla programmazione estiva della Riccitelli.
Unico appuntamento certo, per ora, il concerto di martedì 21 luglio nei giardini Marco Pannella della Provincia: protagoniste del recital il mezzosoprano Alba Riccioni e la pianista Tatjana Vratonjic. Lavori in corso per le altre iniziative, che dovrebbero partire nell’ultima decade di luglio: la collaborazione con Castelbasso, la rassegna di musica antica, I Concerti d’organo a cura del maestro Roberto Marini, “Itinerari sonori. Jazz a Bellante” a cura del jazzista Paolo Di Sabatino, che ospiterà Donatella Luttazzi, figlia del grande Lelio, e il suo gruppo in un omaggio al repertorio paterno.
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