Nel libro di Spedicato Jengo e Palladini quindici autori riflettono sulla pandemia

Come si è modificata la relazionalità interpersonale con la pandemia? Come il linguaggio? Come la psiche? Questa esperienza che ha sorpreso il mondo e fatto crollare nel genere umano - più che...
Come si è modificata la relazionalità interpersonale con la pandemia? Come il linguaggio? Come la psiche? Questa esperienza che ha sorpreso il mondo e fatto crollare nel genere umano - più che certezze d’intangibilità – rimozioni, le quali datavano almeno un secolo dalla Spagnola, di esposizione a fragilità fisiche di massa, lascerà un segno permanente e, se sì, quale? O sarà oggetto anch’essa di nuove forme di rimozione? Su ciò s’interrogano in un libro di alto profilo Massimo Palladini, architetto, scrittore, intellettuale pescarese, ed Eide Spedicato Jengo, già docente di Sociologia Generale della Università D’Annunzio, intitolato Il soccorso delle parole – Orizzonti di senso durante la pandemia raccogliendo i contributi interdisciplinari di quindici autori: il medico Giuseppe Abate, i docenti Antonio Bini, Nando Cianci, Simone D’Alessandro, Lia Giancristofaro, Giulia Palladini, Enrico Raimondi e Pasquali Tunzi, il biologo Giovanni Damiani, la funzionaria Valentina De Matteis, la coreografa Anouscka Brodacz, le giornaliste Licia Caprara e Maria Rosaria La Morgia, la psicoterauta Rosalba Spadafora e e il presidente emerito dell’accademia della Crusca prof. Francesco Sabatini.
Naturalmente con tali qualifiche i quindici contributori vengono presentati per esigenze di sintesi, essendo pressoché ognuno di loro attivo su più versanti, oltre le singole specializzazioni. È un libro importante che muove riflessioni e fa il punto sulle modificazioni non del virus, ma dell’humus sociale e culturale in senso lato, quali si percepiscono prima e dopo la pandemia. De Il soccorso delle parole si parlerà a Pescara oggi alle 18.30 a Villa Sabucchi, con intervento dei curatori e dei contributori.