Nella verde Valle Roveto verso Zompo lo Schioppo

Da Capistrello a Morino alla scoperta della Riserva naturale con le cascate
Dell’autostrada A25 si prende l’uscita Avezzano, si seguono le indicazioni per Capistrello-Sora e ci si immette su una strada a scorrimento veloce che dopo una galleria dà accesso alla Valle Roveto.
La valle, attraversata dal fiume Liri (che nasce a Petrella Liri, una frazione di Cappadocia) comprende i comuni di Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, Morino, San Vincenzo Valle Roveto e Balsorano.
A Capistrello, un borgo in posizione strategica sulla valle Roveto, è possibile fermarsi per una visita anche ad importanti opere storiche di periodo romano come i resti dei cunicola e dell’emissario Claudio: si tratta della più grande opera idraulica dell’antichità, e fa parte dei Luoghi del cuore del Fai, il Fondo ambientale italiano.
I cunicoli servirono a regimentare le acque del Lago del Fucino: un inghiottitoio che portava l’acqua del Lago fino al fiume Liri. Vengono organizzate anche visite guidate.
Lasciata Capistrello si prosegue lungo la valle sulla strada regionale 82 dove incontriamo il comune di Canistro noto per le terme, la sua acqua oligominerale e i castagneti da cui proviene la castagna Roscetta della Valle Roveto.
Partendo da Canistro, si può raggiungere la sorgente della Sponga a quota 850 metri sul livello del mare che è parte del Parco Naturale.
Il Parco è un luogo suggestivo ed immerso nel verde adatto anche famiglie.
Oltre ad un ampio parcheggio all’interno del Parco ci sono diverse cascate, un piccolo specchio d’acqua gelida e limpidissima, vari spiazzi organizzati con tavoli, panche e barbecue in pietra.
Entriamo poi nel territorio di Civitella Roveto con la sua Chiesa di San Giovanni Battista con Torre medioevale e la sua frazione, Meta, dalla quale si ha accesso per il sentiero che porta al Monte Viglio (2156 metri sul livello del mare).
Dopo pochi chilometri si devia per Civita d’Antino un comune che conserva molto del suo passato ad iniziare dai resti delle mura di cinta dell’abitato.
Civita d’Antino è stata in epoca antica un importante municipio romano, era nota con il nome latino di Antinum.
Alla fine dell’800 l’artista danese Kristian Zahrtmann vi fondò una scuola estiva per artisti scandinavi, che poi prese il suo nome.
In paese esiste ancora la Casa dei Pittori Danesi.
Una lapide apposta nel 1932 sulla parete esterna, in cima alla scalinata, ricorda il «fervido cenacolo di intellettualità e arte» sorto intorno al maestro danese, che amò il paese «come seconda patria».
Si riprende la strada regionale 82 e si arriva a Morino dove non si può mancare una visita alla riserva naturale Zompo lo Schioppo con la sua cascata che però in estate potrebbe non essere attiva.
Il Comune di Morino con il contributo di Legambiente gestisce la Riserva fin dalla sua istituzione.
La Riserva naturale di Zompo lo Schioppo è visitabile gratuitamente ma nel periodo estivo l’ingresso è regolamentato da un biglietto del costo di un euro.
Il paese è sovrastato dai monti Ernici tra cui spicca il bellissimo Pizzo Deta (2041 metri sul livello del mare).
Ci salutiamo qui e riprenderemo il nostro viaggio la prossima settimana.
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