Netflix, obiettivo Italia Ecco le nuove serie in arrivo

6 Maggio 2019

DOGLIANI. Netflix punta a diversificare in futuro la produzione per l'Italia «esplorando contenuti più leggeri, come la comedy e qualcosa di romantico». Intanto tre nuove produzioni originali made in...

DOGLIANI. Netflix punta a diversificare in futuro la produzione per l'Italia «esplorando contenuti più leggeri, come la comedy e qualcosa di romantico». Intanto tre nuove produzioni originali made in Italy sono in arrivo: il mystery Curon con elementi soprannaturali (Indiana Productions), l'adattamento di Tre metri sopra il cielo dal libro di Federico Moccia (Cattleya) e una serie basata sul romanzo Fedeltà di Mario Missiroli candidato al Premio Strega.
I progetti di Netflix, che ha di recente annunciato 200 milioni di investimenti in Italia, sono stati illustrati dal direttore delle serie originali internazionali Felipe Tewes al Festival della Tv e dei Nuovi Media, ieri, a Dogliani in provincia di Cuneo.
«Una serie non Netflix che ci piacerebbe avere? L'amica geniale. La Rai ha fatto un ottimo lavoro», risponde Tewes. «Per Fedeltà dobbiamo trovare gli autori giusti per dare il corretto adattamento alla storia che racconta il conflitto tra volere essere fedeli verso la relazione e verso se stessi», spiega Tewes.
È in produzione, intanto, la stagione 2 della serie Baby, che racconta le esperienze di adolescenti benestanti romane, prodotta da Fabula Pictures e scritta da Grams, un giovane collettivo di sceneggiatori. La prima stagione, lanciata il 30 novembre scorso, è stata vista in oltre 10 milioni di case a livello globale nelle prime quattro settimane dal lancio.
«Nella seconda stagione la storia si evolverà in modo più maturo, ma senza tradire la sua identità. Dal frame si capirà che è Baby ma non Baby1», spiega Nicola De Angelis di Fabula Pictures.
È in lavorazione anche Luna nera (Fandango), fantasy che racconta la storia di un gruppo di donne accusate di stregoneria nell'Italia del Seicento, registe Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi, con protagonista Antonia Fotaras.
L'anno scorso quasi 50.000 persone - tra cast principale e comparse, personale tecnico e produttori - ha lavorato su produzioni originali e coproduzioni Netflix in Europa, delle quali 9.000 in Italia.
Come reagirà la Rai a questa offensiva della piattaforma digitale americana? Lo ha spiegato, il presidente della Rai, Marcello Foa, ieri, in un incontro, sempre al Festival della Tv di Dogliani con il direttore della Stampa, Maurizio Molinari, e il giornalista Paolo Conti. «Netflix», ha detto Foa, «è una realtà molto importante ma non sappiamo con certezza quanti spettatori abbia. Nell'era della globalizzazione mediatica può raccontare l'Italia solo un servizio pubblico italiano italiano, Netflix è interessata alla produzione italiana solo se ha riflessi sul mercato globale. Riusciremo a contrastare se accentueremo la nostra italianità».
Nei giorni scorsi, al Bif&st di Bari, Paolo Del Brocco, produttore cinematografico e amministratore delegato di Rai Cinema, era intervenuto su questi temi dicendo: «Il cinema non può fare a meno della sala» perché «è un'esperienza unica, irripetibile: nel buio della sala ci dimentichiamo della nostra vita, ci immergiamo completamente in una storia e questa modalità è impossibile da replicare».
«Netflix», aveva aggiunto, «e le varie piattaforme vanno alla ricerca di un prodotto più standardizzato, più rivolto all'entertainment che alla riflessione e all'approfondimento». Sempre secondo De Brocco, il «valore identitario» del cinema, «la produzione culturale italiana ed europea possono essere salvaguardate solo dalla produzione cinematografica. Non è una lotta, una guerra con le piattaforme, è una questione di tenuta identitaria del nostro Paese».
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