Nuove letture per i giorni di festa: i suggerimenti degli autori abruzzesi

Di Pietrantonio: «Consiglierei “Il posto”, la storia autobiografica del Premio Nobel Annie Ernaux» Rapino: «Sul mio comodino opere di Bianciardi». Bacà: «Bello “La legge del contrario” di Burkeman»
PESCARA. I libri, si sa, sono un classico del Natale. Bellissimo riceverli, scartarli e sfogliarli, lasciandosi sedurre dal profumo di carta e dalla consistenza irresistibile delle pagine intonse. Bellissimo sceglierli e comprarli, selezionando quello perfetto per ognuno: il libro di fotografie all’amico viaggiatore, la storia d’amore alla sorella romanticona, il thriller al nipote amante dei misteri. Natale, poi, è anche il periodo giusto per immergersi tra le pagine, ritagliando nella frenesia dei giorni di festa un momento di pace tutto per sé. Per aiutare gli appassionati a orientarsi tra le migliaia di titoli che fanno bella mostra di sé sugli scaffali delle librerie, abbiamo chiesto qualche consiglio di lettura a chi di libri se ne intende: ecco dunque i suggerimenti di cinque scrittori abruzzesi di grande successo, confidati in esclusiva per i lettori del Centro.
Donatella Di Pietrantonio, Premio Campiello con L’Arminuta e finalista al Premio Strega con Borgo Sud, inizia orientandosi verso Annie Ernaux, fresca vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2022. «Qualsiasi suo libro è da consigliare», spiega convinta la scrittrice, «a cominciare da Il posto», storia autobiografica in cui la scrittrice francese narra del suo affrancarsi con dolorosa tenerezza dalle proprie origini, scrivendo dei genitori con maestria tale da dare a quell’esperienza individuale una dimensione universale. Tra gli altri capolavori di Ernaux segnaliamo Gli anni, Memoria di ragazza e L'evento, diventato il film di Audrey Diwan che ha vinto il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2021, tutti pubblicati in Italia dall’editore Orma. Ci porta in Irlanda, invece, il secondo libro suggerito dalla scrittrice abruzzese: Piccole cose da nulla (Einaudi), storia perfetta di Claire Keegan in cui Bill Furlong, commerciante di carbone e legna, è indaffarato a fare consegne di Natale sotto la neve finché, nel cortile silenzioso di un convento, fa un incontro che stravolge la sua vita.
«Ho sempre paura di consigliare libri, perché i gusti sono molto personali», confessa invece Remo Rapino, autore del libro Premio Campiello Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio e di Cronache dalle terre di Scarciafratta, entrambi editi da Minimum Fax. Ma poi un po’ si sbottona, rivelando di avere attualmente sul comodino le opere di Luciano Bianciardi, scrittore che ha raccontato come pochi altri contraddizioni e tic del nostro Paese, di cui Minimum Fax ha ripubblicato Antistoria del Risorgimento, I minatori della Maremma (scritto con Carlo Cassola), Garibaldi e Aprire il fuoco. Poi, di altro genere, lo scrittore lancianese raccomanda i racconti della scrittrice Flannery O’Connor, Un brav’uomo è difficile da trovare (Minimum Fax) e i due di Philip Mayer editi da Einaudi, Ruggine americana e Il figlio, due grandi ritratti che reinterpretano i contrasti del sogno americano. «E mi sento sempre», conclude Rapino, «di consigliare i classici, con cui non si sbaglia mai».
Si orienta invece su un saggio Fabio Bacà, entrato nella cinquina del Premio Strega 2022 con il suo Nova (Adelphi). «Mi ha molto intrigato La legge del contrario di Oliver Burkeman», confida lo scrittore. Il libro, sottotitolo Stare bene con se stessi senza preoccuparsi della felicità, rovescia ciò che normalmente si crede del “pensiero positivo”. Il secondo suggerimento è il libro d’esordio della scrittrice abruzzese Kristine Maria Rapino, Fichi di marzo, (Sperling & Kupfer), saga familiare ambientata in un pastificio ai piedi della Majella. È uscito per Adelphi il terzo titolo suggerito da Bacà, Piante che cambiano la mente, di Michael Pollon, che indaga la «natura bifronte» di sostanze come caffeina, oppio e mescalina.
Tre romanzi sono quelli che sceglie di condividere con noi la scrittrice Giulia Alberico, il cui ultimo lavoro è il romanzo storico La signora delle Fiandre (Piemme), sulla permanenza di Margherita d’Austria a Ortona nel 1585. «Consiglio due libri che ho proposto anche al mio gruppo di lettura», dice Alberico. «Innanzitutto Nuoto libero di Julie Otsuka (Bollati Boringhieri). Molto bello anche il precedente, Venivamo tutte per mare». Nel primo, la crepa che compare nel fondo di una piscina dove la protagonista è solita nuotare diventa metafora della crepa che s’insinua nella sua memoria, annunciandone il declino. «Poi, di Margherita Loy», prosegue la scrittrice, «Dio a me ha dato la collina (Atlantide)», storia dell’incontro salvifico tra due donne, una cinquantenne sotto osservazione dei servizi sociali e un’anziana contadina a cui deve fornire assistenza. «Consiglierei inoltre tutta l’opera dell’olandese Jan Brokken, a partire da Anime baltiche. È un autore importante, di cui consiglio vivamente di leggere anche gli altri libri, come Bagliori a San Pietroburgo, tutti editi da Iperborea», conclude Giulia Alberico.
Chiudiamo con le proposte di Romano De Marco, autore di thriller di cui l’ultimo, La casa sul promontorio, uscito quest’anno per i tipi di Salani, è ambientato sul promontorio di Punta Acqua Bella, vicino Ortona. Lo scrittore di Francavilla al Mare suggerisce il bel libro di Marilù Oliva, I divini dell’Olimpo (Solferino Editore), racconto moderno e accattivante delle quattro divinità della mitologia greca, Zeus, Atena, Afrodite e Ade, e del loro rapporto con gli altri litigiosi e appassionati dei della “famiglia” dell’Olimpo. «Anche il nuovo giallo di Christian Frascella (Einaudi), è molto bello secondo me», conclude De Marco, suggerendo Omicidio per principianti, nuovo capitolo della serie dedicata all’investigatore privato Contrera, questa volta impegnato con la scomparsa di una bimba di sei anni.
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