Oscar, Italia record con 21 film C’è “Suspiria”, escluso “Loro”

18 Settembre 2018

ROMA . Sono in ventuno, proprio lo stesso numero di quelli in concorso quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia, i film di nazionalità italiana in corsa alla selezione del candidato italiano all’...

ROMA . Sono in ventuno, proprio lo stesso numero di quelli in concorso quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia, i film di nazionalità italiana in corsa alla selezione del candidato italiano all’Oscar per il miglior lungometraggio in lingua straniera.
Un vero e proprio record assoluto (l’anno scorso erano 14, nel 2016 solo sette) quello dei film che si sono proposti a un’eventuale corsa agli Academy Awards avendo le caratteristiche necessarie (su tutte quella di aver avuto una distribuzione in sala tra il primo ottobre 2017 e il 30 settembre 2018).
Tra i candidati si va da autori affermati come Gabriele Muccino (“A casa tutti bene”) a Matteo Garrone (“Dogman”), da Ferzan Ozpetek (“Napoli velata”) a Marco Tullio Giordana (“Nome di donna”) fino a Paolo Genovese (“The place”).
Ci sono poi registi emergenti, più giovani o poco conosciuti, due casi su tutti: Stefano Amatucci con “Caina” ed Egidio Termine con “Il figlio sospeso”. Grande assente infine “Loro” di Paolo Sorrentino, un paradosso considerando che il regista napoletano è stato l’ultimo italiano a vincere l'Oscar per l'Italia nel 2014 con “La grande bellezza”. Sul perché di tanta offerta di candidati per la statuetta quest’anno tante le interpretazioni, ma tutte nel segno positivo di una Hollywood forse avvertita meno lontana dal nostro Paese.
Di fatto il cinema italiano si è ultimamente aperto alle coproduzioni internazionali e alla lingua inglese, basti pensare che i tre film italiani in corsa al Lido erano tutti in lingua: dal documentario di Roberto Minervini “What you gonna do if the word is on fire?” al remake “Suspiria” di Luca Guadagnino fino a quello di Mario Martone “Capri-Revolution” parzialmente in lingua inglese. Questa pletora di opere in corsa per la candidatura presenta poi anche una tipologia inedita.
Troviamo così molti film di genere o ai suoi confini: oltre a “Suspiria”, ci sono “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi, il recentissimo (presentato proprio a Venezia 75, sezione Orizzonti) “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini, “La terra dell'abbastanza” di Damiano e Fabio D’Innocenzo, “Una storia senza nome” di Roberto Andò, anch’esso presentato fuori concorso al Lido, e il gotico-tragico “Riccardo va all'inferno” di Roberta Torre.
Ci sono commedie pure “Come un gatto in tangenziale” di Riccardo Milani, commedie-drammatiche come “Quanto basta” di Francesco Falaschi e con derive fantasy come “Tito e gli alieni” di Paola Randi.
Di fatto la commissione istituita all'Anica, su richiesta dell'Academy Awards, dovrà designare, con una giuria per ora segreta, un solo candidato italiano il prossimo 25 settembre.
Difficile immaginare chi sarà il prescelto. L'anno scorso fu “Ciambra” di Jonas Perpignano, ma non ce la fece. Quest'anno un candidato possibile potrebbe essere “Dogman” di Matteo Garrone, ma potrebbe avere qualche chance anche un film molto italiano (dal super cast all’ambientazione, al “Carattere”) con protagonista Ischia, e diretto da Gabriele Muccino, molto amato negli Usa, come “A casa tutti bene”.
Infine, gli altri film in corsa non citati sono: “Dove non ho mai abitato” di Paolo Franchi, “L’Esodo” di Ciro Formisano, “L’Età imperfetta” di Ulisse Lendaro, “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher, già applauditissimo all’ultimo Festival di Cannes, “Manuel” di Dario Albertini e “Sembra mio figlio” di Costanza Quatriglio.
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