“Pagato per divertirmi”, il calcio genuino di Leonardi

1 Settembre 2022

CASTEL DI SANGRO. Il calcio e non solo. Una vita dietro le quinte in un libro in cui c’è tanto Abruzzo, in particolare viene raccontato il miracolo Castel di Sangro che ha lasciato a bocca aperta l’It...

CASTEL DI SANGRO. Il calcio e non solo. Una vita dietro le quinte in un libro in cui c’è tanto Abruzzo, in particolare viene raccontato il miracolo Castel di Sangro che ha lasciato a bocca aperta l’Italia calcistica nella seconda parte degli anni Novanta. In pochi hanno il coraggio di dirlo, addirittura Leandro Leonardi, pesarese laureato in Giurisprudenza, alla soglia dei 74 anni, ha avuto il coraggio di scriverlo: “Pagato per divertirmi” (Etabeta, €15). Ha lavorato tanto, certo, ma quando sacrificio e passione vanno a braccetto lo si fa con piacere. Leonardi è stato un dirigente che ha dedicato l’esistenza al calcio. Dirigente senza un passato agonistico. Non è stato un calciatore professionista, ma è diventato dirigente di società di calcio. È partito dall’oratorio, dai dilettanti per finire tra i professionisti con passaggio obbligato nel settore giovanile. Non è stato uno che ha fatto fortuna, che ha il conto in banca che soddisferà le prossime generazioni. Men che meno è famoso. Un onesto lavoratore che si troverebbe a disagio nel calcio di oggi fatto di apparenza e business. Ma ha fatto quello che gli piaceva fare, divertendosi e trasformando il piacere in un lavoro. In oltre 200 pagine passa in rassegna i momenti salienti di una carriera lontana dai riflettori. È stato l’ideologo del Castel di Sangro dei miracoli, salito in B nel 1996; è stato colui che ha indirizzato Gabriele Gravina, presidente della Figc e uomo forte del calcio italiano, alla carriera di dirigente federale quando era presidente di una squadra di C, pressoché sconosciuto, in rappresentanza di un paese di 5.500 abitanti; ha scoperto il campione del mondo del 2006 Vincenzo Iaquinta; ha lanciato a poco più di 10 anni il futuro campione d’Europa Federico Bernardeschi; ha lavorato in tante società tra cui Campobasso, Salernitana, Castel di Sangro, Vastese, Chieti, Pistoiese, Siena, Hellas Verona, Fiorentina lasciando sempre il profumo di una persona onesta e perbene. Competente e professionale. Non uno che cerca pubblicità, anzi la rifugge. Così “Pagato per divertirmi” è un condensato di storia calcistica, aneddoti e curiosità di un calcio lontano dalle bollicine, fatto di personaggi di un’altra epoca. Un calcio che è sport e non è business. Un calcio vecchio stampo, quello reale e genuino.