Perrotta voce di mille soldati della guerra che unì l’Italia

In scena “Milite ignoto - Quindicidiciotto” per la rassegna “La cultura dei legami” L’attore racconta il primo incontro di tanti dialetti e storie di giovani dimenticati
PESCARA. “Milite ignoto - Quindicidiciotto” nasce come un omaggio ai soldati senza nome, morti durante il primo conflitto mondiale, tra quelle trincee di sangue e fango in cui per la prima volta veneti, sardi, piemontesi, campani, abruzzesi, siciliani, pugliesi e lombardi si sono ritrovati vicini, in una fase storica che in tanti considerano il primo vero momento di unità nazionale.
Lo spettacolo, scritto e interpretato da Mario Perrotta, andrà in scena oggi alle 18 all'Auditorium Petruzzi di Pescara e rappresenta il secondo appuntamento del festival “La cultura dei legami”, ideato e diretto da Edoardo Oliva del Teatro Immediato, in collaborazione con il Museo delle Genti d'Abruzzo. Le atmosfere cupe e disperate dei combattimenti sono raccontate dal punto di vista degli ultimi e fanno da contraltare alla babele di dialetti di giovani, spesso minorenni, che in quegli anni venivano mandati allo sbaraglio in nome dello Stato. I tanti linguaggi italiani si centrifugano in una lingua d'invenzione, un suono nuovo e sconosciuto che diventa carne viva.
Mario Perrotta da solo si fa interprete di tanti personaggi. L'obiettivo è «esaltare le piccole storie per gettare altra luce sulla grande storia». A suo parere, la prima guerra mondiale è stata «l'ultimo conflitto in cui al milite veniva riconosciuto un valore anche nel suo agire solitario», poiché «già alla fine del conflitto e poi in quelli successivi il milite divenne ignoto, nel senso di dimenticato in quanto essere umano, privato anche di un nome e cognome, oltre che di una faccia e di una voce, che ne ricordasse il valore».
Lo spettacolo è tratto da “Avanti sempre” di Nicola Maranesi e dal progetto nato da un'idea di Pier Vittorio Buffa “La Grande Guerra, i diari raccontano”. «Nella prima guerra mondiale», spiega Mario Perrotta, «gradatamente anche il nemico diventa ignoto, perché non ci sono più campi di battaglia per i “corpo a corpo”, dove guardare negli occhi chi sta per colpirti a morte, ma ci sono trincee dalle quali partono proiettili e bombe anonime, senza un volto da maledire prima dell’ultimo respiro. E nuvole di gas che coprono ettari di terreno e radono al suolo interi battaglioni senza un lamento. E aerei che scaricano tonnellate di esplosivo dal cielo e navi che sparano cannonate a centinaia di metri di distanza. Un conflitto spersonalizzato in cui gli esseri umani coinvolti sono semplici ingranaggi del meccanismo e non più protagonisti eroici della vittoria o della sconfitta».
Biglietto € 12 (10 i ridotti). Prenotazioni al 3336530249. Al termine dello spettacolo ci sarà un incontro con l'artista a cura di Paolo Verlengia.