Pescara, "Oltre Noi" conquista il pubblico: la poesia riempie la sala e ferma il tempo

23 Luglio 2026

La presentazione della nuova silloge di Manuela Di Dalmazi diventa un dialogo tra letteratura, musica ed educazione emotiva

PESCARA. Per quasi due ore la fretta è rimasta fuori dalla porta. Alla Fondazione La Rocca il tempo ha assunto un ritmo diverso, quello dell'ascolto, della riflessione e della bellezza. La presentazione di “Oltre Noi”, la nuova silloge della poetessa contemporanea Manuela Di Dalmazi, si è trasformata in un appuntamento che ha superato i confini della semplice promozione editoriale, offrendo alla città un'occasione di autentica condivisione culturale. La partecipazione è andata ben oltre ogni previsione. La sala si è riempita in pochi minuti e molte persone hanno seguito l'incontro in piedi, lungo le pareti e perfino sulle scale, confermando il legame che l'autrice ha saputo costruire negli anni con i suoi lettori e con quanti seguono il suo percorso poetico.

A dare forma al pomeriggio è stata la conduzione di Beniamino Cardines, che ha saputo tessere con naturalezza il dialogo tra gli ospiti, alternando approfondimento, emozione e leggerezza, senza mai perdere il filo del racconto. Tra gli interventi più significativi, quello della docente e scrittrice Annalisa Potenza, che ha richiamato l'attenzione sull'educazione emotiva come valore imprescindibile per la crescita delle nuove generazioni, sottolineando il ruolo della cultura nella costruzione di relazioni più consapevoli. A portare il saluto dell'amministrazione comunale è stata l'assessora alla cultura Maria Rita Carota, presente a un incontro che ha visto riuniti protagonisti del mondo letterario, artistico e istituzionale.

La parola poetica ha trovato un naturale contrappunto nella musica, grazie alle interpretazioni della pianista Maria Gabriella Ciaffarini e del tenore Andrea Di Berardino, mentre la performance di Simona Novacco e Francesco Di Rocco ha dato ai versi una forte intensità scenica, accolta da calorosi applausi. Particolarmente suggestivo il finale affidato all'Opi – Orchestra Poetica Italiana, che ha interpretato Carezza, una poesia di Manuela Di Dalmazi. Un momento di rara sintonia, nel quale artisti e spettatori sono sembrati respirare all'unisono, suggellando un pomeriggio in cui la poesia è uscita dalle pagine del libro per diventare esperienza condivisa. La serata ha offerto anche uno spunto di riflessione su un luogo comune ancora diffuso: quello secondo cui la poesia sarebbe destinata a una ristretta élite.

La partecipazione registrata dimostra invece che, quando incontra temi universali e viene proposta con autenticità, la parola poetica continua a suscitare interesse, emozione e dialogo. «La poesia ha la missione di continuare ad accendere domande e custodire l'umanità», ha affermato Manuela Di Dalmazi al termine dell'incontro. Una frase che è sembrata riassumere il senso più profondo dell'intera giornata: ricordare che la cultura non serve soltanto a intrattenere, ma anche a creare spazi in cui fermarsi, riconoscersi e ritrovare ciò che ci rende pienamente umani.

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