Pescara, "Oltre Noi" conquista il pubblico: la poesia riempie la sala e ferma il tempo

La presentazione della nuova silloge di Manuela Di Dalmazi diventa un dialogo tra letteratura, musica ed educazione emotiva
PESCARA. Per quasi due ore la fretta è rimasta fuori dalla porta. Alla Fondazione La Rocca il tempo ha assunto un ritmo diverso, quello dell'ascolto, della riflessione e della bellezza. La presentazione di “Oltre Noi”, la nuova silloge della poetessa contemporanea Manuela Di Dalmazi, si è trasformata in un appuntamento che ha superato i confini della semplice promozione editoriale, offrendo alla città un'occasione di autentica condivisione culturale. La partecipazione è andata ben oltre ogni previsione. La sala si è riempita in pochi minuti e molte persone hanno seguito l'incontro in piedi, lungo le pareti e perfino sulle scale, confermando il legame che l'autrice ha saputo costruire negli anni con i suoi lettori e con quanti seguono il suo percorso poetico.
A dare forma al pomeriggio è stata la conduzione di Beniamino Cardines, che ha saputo tessere con naturalezza il dialogo tra gli ospiti, alternando approfondimento, emozione e leggerezza, senza mai perdere il filo del racconto. Tra gli interventi più significativi, quello della docente e scrittrice Annalisa Potenza, che ha richiamato l'attenzione sull'educazione emotiva come valore imprescindibile per la crescita delle nuove generazioni, sottolineando il ruolo della cultura nella costruzione di relazioni più consapevoli. A portare il saluto dell'amministrazione comunale è stata l'assessora alla cultura Maria Rita Carota, presente a un incontro che ha visto riuniti protagonisti del mondo letterario, artistico e istituzionale.
La parola poetica ha trovato un naturale contrappunto nella musica, grazie alle interpretazioni della pianista Maria Gabriella Ciaffarini e del tenore Andrea Di Berardino, mentre la performance di Simona Novacco e Francesco Di Rocco ha dato ai versi una forte intensità scenica, accolta da calorosi applausi. Particolarmente suggestivo il finale affidato all'Opi – Orchestra Poetica Italiana, che ha interpretato Carezza, una poesia di Manuela Di Dalmazi. Un momento di rara sintonia, nel quale artisti e spettatori sono sembrati respirare all'unisono, suggellando un pomeriggio in cui la poesia è uscita dalle pagine del libro per diventare esperienza condivisa. La serata ha offerto anche uno spunto di riflessione su un luogo comune ancora diffuso: quello secondo cui la poesia sarebbe destinata a una ristretta élite.
La partecipazione registrata dimostra invece che, quando incontra temi universali e viene proposta con autenticità, la parola poetica continua a suscitare interesse, emozione e dialogo. «La poesia ha la missione di continuare ad accendere domande e custodire l'umanità», ha affermato Manuela Di Dalmazi al termine dell'incontro. Una frase che è sembrata riassumere il senso più profondo dell'intera giornata: ricordare che la cultura non serve soltanto a intrattenere, ma anche a creare spazi in cui fermarsi, riconoscersi e ritrovare ciò che ci rende pienamente umani.
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