Premio Città di Como D’Amato è tra i finalisti: «Non me lo aspettavo»

La poetessa pescarese in corsa con “A imitazione dell’acqua” Ed è in uscita una nuova raccolta: “La montagna dell’andare”
PESCARA. È finalista al Premio internazionale di letteratura Città di Como con “A imitazione dell’acqua” e ha in uscita un nuovo libro, “La montagna dell’andare”, raccolte poetiche in cui risuona in versi lancinanti una delle voci poetiche più sincere e limpide del nostro tempo. «Emozionata? No, perché la pubblicazione è l’ultimo stadio di un processo molto più emozionante, la scrittura, il partire da un nucleo e sviscerarlo. Però, certo, sono contenta, così come sono felice di essere finalista al Como, non me l’aspettavo».
La poetessa pescarese Federica D’Amato è tra i 50 finalisti dell'autorevole concorso per la poesia edita. «In finale ci sono nomi importanti e conosciutissimi della poesia italiana, come Fabio Pusterla e Massimo Gezzi. E la giuria è di tutto rispetto», sottolinea l’autrice abruzzese, che ha pubblicato il finalista “A imitazione dell’acqua” nel 2017 con Nottetempo. La direttrice della collana Poeti, la pluripremiata scrittrice milanese Maria Pace Ottieri, prima che Nottempo chiudesse la collana ha inviato il libro di D’Amato al concorso comasco, a testimonianza della stima nutrita dall’autrice di “Quando sei nato non puoi più nasconderti” per la poetessa pescarese.
Conservatrice nel Museo Paparella Treccia di Pescara, giornalista, traduttrice, D’Amato ha pubblicato le sillogi poetiche “La dolorosa” (Opera, 2008), “Poesia a Comitò” (Noubs, 2011), “Avere trent’anni” (Ianieri, 2013), finalista al Premio Frascati, il librino di pensieri e aforismi “Un anno e a capo” (Galaad, 2017), ha curato la collana L’Angiolo per la casa pescarese Ianieri, ed è presente in diverse antologie, tra cui quella ricercatissima di Sartoria Utopia “La reggia di Venere” (2020). «Quando uscì “A imitazione dell’acqua” non mi impegnai nella promozione né l’ho mai presentato pubblicamente. Ero delusa dal panorama poetico ed editoriale. Tutto si svolgeva on line, sui social, con gli autori ridotti a piazzisti» osserva D’Amato, quasi stupita ora dalla seconda vita del libro. «Stando lontana dalla creazione, però, inizi ad avere un sacco di problemi. Ho avuto una forte depressione, ma la mia natura di combattente mi ha fatto riemergere. Sicuramente non vincerà, però “A imitazione dell’acqua” è sempre stato un libro valido, ha avuto un sacco di recensioni».
Una raccolta premiata dieci anni fa da una grande risposta del pubblico e dei recensori è stata anche, e di più, “Avere trent’anni”: «Ebbe un successo pazzesco, di vendite e critica, con molte traduzioni all’estero. Quando l’anno scorso ho sentito l’esigenza di rimettermi in gioco e ho iniziato a pensare a una nuova raccolta ho fatto una scelta affettiva e preferito pubblicare “La montagna dell’andare” con l’editore Mario Ianieri, nonostante il riscontro di alcune grandi case. I piccoli editori mettono più cura nel seguire gli autori nelle promozioni e presentazioni». “La montagna dell’andare”, che ha ricevuto le lodi di Milo De Angelis («un bel libro, delle ferite d’amore sullo sfondo dell’infanzia»), poeta amato da Federica, uscirà a novembre e sarà presentato al Fla a Pescara e a dicembre a Roma a Più Libri Più Liberi. «Sono curiosa di tornare a parlare col pubblico, anche per vedere com’è cambiato» dice D'Amato, aggiungendo a proposito del titolo: «Affrontare il reale, starci dentro, è una specie di scalata impossibile, non si arriva mai alla cima della realtà. È un andare costellato dalla ricerca dell’identità e del confronto con gli altri».