Premio Croce al via oggi tra letteratura, arte e politica

25 Luglio 2019

Riconoscimenti a Cantarella, Levi, Ottieri e ad Amos Oz alla Memoria Il messaggio di Mattarella: la grande speranza europea nata dal crollo del Muro

Prenderà il via oggi, a Pescasseroli, la serie di eventi delle giornate finali della 14esima edizione del Premio nazionale di cultura Benedetto Croce. Si inizia con il tema della bellezza, a cui Croce dedicò le acute riflessioni contenute nell’Estetica.
Oggi, alle ore 17, nella sala conferenze del Pnalm (Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise), sarà inaugurata la mostra di sei quadri e una scultura di Morelli e Dalbono, due pittori della scuola napoletana, per i quali Croce curò un volume collettaneo aperto da una sua prefazione. Saranno presenti Beatrice Avanzi, già sovrintendente del museo D’Orsay di Parigi, Pasquale Del Cimmuto, critico d’arte e il collezionista, Venceslao Di Persio, proprietario delle opere. Introdurrà, a nome della giuria, Nicola Mattoscio. La mostra sarà visitabile gratuitamente per tutte le giornate del Premio.
Domani mattina alle 10, presentazione del volume “Prospettive per il terzo millennio”, atti del convegno tenutosi a Sulmona nell’aprile 2017, dedicato al bimillenario Ovidiano. A presentare il volume, edito da Ricerche&Redazioni, lo studioso di storia romana, Andrea Giardina, docente della Scuola Normale di Pisa. Nel pomeriggio, alle 17, uno degli eventi centrali, dedicato ai 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino. Titolo: “Europa 1989: la speranza al di là del muro. Ed oggi?” Coordinati da Paola Di Salvatore, si confronteranno sul tema il giornalista della rivista Limes, Alessandro Aresu; il costituzionalista Michele Ainis, della giuria del Premio Croce; il generale Luigi Di Biase, già addetto militare dell’ambasciata d’Italia a Belgrado; Marta Herling, nipote di Benedetto Croce e figlia dello studioso Gustav Herling, di cui ricorre il centenario della nascita, e il deputato europeo Antonio Taiani. Per l’occasione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto pervenire agli organizzatori un messaggio nel quale sottolinea «che quell’evento portò alla fine dei blocchi nel nostro continente. Una grande speranza di pace scaturì allora dalla fine della divisione tedesca e più in generale dalla ricomposizione dell’Europa. I popoli europei», prosegue Mattarella, «sono divenuti protagonisti della nuova stagione e la memoria di quel passaggio d’epoca deve richiamare la nostra responsabilità di oggi affinché l’Unione europea sia all’altezza del proprio compito assicurando diritti e coesione sociale».
La serata di venerdì sarà dedicata ai “Miti sotto le stelle”. Protagonisti il linguista Luca Serianni, della giuria del Premio Croce, e la studiosa del pensiero classico, Eva Cantarella, vincitrice del Premio Croce 2019 per la saggistica, Con loro due componenti il comitato organizzatore del Premio, il professore Sandro Tuzi e la dottoressa Rosa Giamjmarco. Si parlerà della mitologia greca e romana, ma anche dei miti di oggi, a partire dal cinquantenario dello sbarco del primo uomo sulla Luna.
Sabato mattina alle 11, Premio alla Memoria dedicato allo scrittore israeliano Amos Oz, scomparso nel dicembre dello scorso anno. Rievocheranno la sua figura, la presidente della giuria, Dacia Maraini, Elvira Di Bona, di Pescasseroli e docente di estetica all’Università di Gerusalemme, e Lia Levi, vincitrice del Premio Croce 2019 per la narrativa. Alle 17, la premiazione. Saranno premiati Eva Cantarella per la saggistica, autrice del volume “Gli amori degli altri”, edito da La nave di Teseo; Lia Levi per il romanzo “Questa sera è già domani”, edito da E/O; e Maria Pace Ottieri, per la letteratura giornalistica, con il volume “Il Vesuvio universale”. Sarà anche consegnato un riconoscimento allo studioso Fabio Rizi, emigrato in Canada e originario di Corfinio, per il volume “Benedetto Croce e la nascita della Repubblica Italiana”, dedicato a un momento cruciale dell’attività politica di Croce. Durante la cerimonia sarà reso omaggio alle 27 giurie popolari che hanno lavorato per l’edizione 2019 del Premio.
Le domande ai vincitori saranno poste da docenti delle scuole di tutta la Regione, «a testimonianza» spiegano gli organizzatori, «del profondo radicamento del Premio nella realtà regionale». Un radicamento che, a partire dall’edizione 2020, che sarà la 15esima, si estenderà al resto d’Italia, attraverso partecipazioni di scuole del Sud e del Nord. Nutrita anche la presenza delle istituzioni regionali (l’assessore Mauro Febbo e la consigliera Marianna Scoccia) e provinciali (il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso).
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