Premio Michetti, l’aureola nelle cose dell’arte

21 Giugno 2020

Presentati i trenta autori che esporranno le loro opere dal 18 luglio al 30 settembre a Francavilla

FRANCAVILLA. “L'aureola nelle cose: sentire l'habitat” è il titolo della mostra collettiva di arte a cra di Guido Molinari in programma al MuMi (Museo Michetti) di Francavilla dal 18 luglio al 30 settembre. All’esposizione, che fa parte del Premio Michetti, parteciperanno con loro opere 30 artisti: Francesco Alberico, Thomas Braida, Calori & Maillard, Pierpaolo Campanini, Edoardo Ciaralli, Giovanni Copelli, Lucia Cristiani, Giovanni De Francesco, Sara Enrico, Lorenzo Kamerlengo, Sacha Kanah e Lisa Dalfino, Maurizio Finotto, Enej Gala, Niccolò Morgan Gandolfi, Corinna Gosmaro, Giuseppe Lana, Francesca Longhini, Maurizio Mercuri, Valerio Nicolai, Mattia Pajè, Marta Pierobon, Giulia Poppi, Luca Pozzi, Davide Rivalta, Marco Samorè, Ivana Spinelli, Marcello Tedesco, Natàlia Trejbàlova, Devis Venturelli, e Serena Vestrucci.
«Il titolo della mostra », si legge nelle note di presentazione, «pone l'accento sul fatto che l'intensità emotiva emanata dagli oggetti viene avvertita come un'aureola sacrale dagli artisti e quindi reinterpretata nelle loro opere. Questo alone di energia che avvolge le cose può condurre ad esiti estetici differenti: alcuni oggetti sono particolarmente evocativi perché fanno parte del vissuto, altri interessano per la loro forma o perché accostati ad altri conducono ad un'emozione particolare, infine alcuni diventano soggetti di dipinti e quindi trasfigurati in chiave pittorica»
La maggior parte dei 30 artisti invitati al Premio Michetti testimoniano, aggiungono le note, «la vivacità intellettuale di una generazione che in questo momento è protagonista nel mondo dell'arte, affiancati da un nucleo ristretto di artisti di più lungo corso che hanno dimostrato straordinari aspetti di affinità e anticipazione verso le più recenti esperienze.Saranno esposti dipinti e sculture ma anche fotografie, disegni, installazioni secondo la modalità attuale che prevede una compresenza di mezzi espressivi differenti».
«La dimensione individuale», concludono le note di presentazione, « è divenuta il perno esclusivo attorno al quale ruota la sfera estetica e lo stile non risiede più in un segno riconoscibile, ma in un confronto “mentale” tra l'artista e ambienti e situazioni di volta in volta differenti.
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